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Inter, Stramaccioni: "Mi sento in discussione ma non mollo"

Strama: "La fiducia e il sostegno del presidente sono fondamentali, ma il segnale più importante è arrivato dai calciatori"

La vittoria contro il Tottenham e la rimonta sfiorata in Europa League regalano nuove certezze a Andrea Stramaccioni e all'Inter. I nerazzurri, eliminati nonostante il successo per 4-1 contro i londinesi, tornano a concentrarsi sul campionato: domani bisogna fare risultato sul campo della Sampdoria per continuare a inseguire il terzo posto: "La fiducia del presidente è fondamentale ma il segnale più importante l'hanno dato i giocatori". 

"La fiducia di Moratti per me è fondamentale, anzi - spiega Stramaccioni - più che la fiducia conta il suo sostegno. Senza voler sminuire questo, considero penso che il segnale più importante sia arrivato dai calciatori. Ho fatto i complimenti a loro dopo la partita contro il Tottenham. La partita di domani sarà difficile perchè non ci sono molte alternative la struttura sarà simile a quella di giovedì". 

Un pensiero a Cassano che "ha scritto pagine importanti nella storia della Sampdoria. Senza volermi sostituire a lui, posso dire che per Cassano sarà una partita sicuramente speciale". L'allenatore spiega lo stato d'animo del fantasista Cassano che nella Samp ha giocato un ruolo fondamentale: "per Antonio sarà una sfida importante. Lui a Genova ha fatto bene come confermano le parole di Delio Rossi".

"Io sono un crack del sistema. Mi sono sempre sentito in discussione perchè sono arrivato in Serie A con un percorso atipico. Già ci sono forti pressioni se ad allenare l'Inter c'è un grande allenatore. Per me vale ancora di più". Così 'Strama' sulla sua stabilità sulla panchina nerazzurra. 

"C'è mancata la continuità - dice il tecnico alla vigilia della sfida contro la Samp - perchè ci sono stati alti e bassi che non sono piaciuti neanche a noi. Col Bologna non c'è riuscito niente, col Tottenham si è visto molto di più. Il mio Dna viene dal lavoro sul campo. Non ho mai pensato che i calciatori avessero mollato e per questo li ho sempre difesi. Poi, se il presidente mi manda via stasera o mi tiene fino al 2015, sono consapevole di aver dato sempre il massimo".

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