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Milan, rivoluzione in vista. Berlusconi potrebbe vendere: Gazprom e Gruppo Mapei alla finestra

La famiglia aveva preso questa decisione già 4 anni fa, spinta da Marina Berlusconi, la donna dei conti della holding e il cervello più sopraffine della famiglia

Non solo la diatriba tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, in casa Milan presto potrebbe esserci un terremoto. Una svolta, storica, che potrebbe cambiare lo scenario sportivo e di immagine del club. Le smentite del caso non mancheranno, siamo sicuri, ma due indizi fanno una prova. Dopo l'approdo di Erick Thohir all'Inter, anche il Milan potrebbe infatti voltare pagina e aprire all'ingresso di capitali esteri, e si torna a parlare dell'interesse del gigante russo Gazprom. È quanto apprende l'Adnkronos da ambienti qualificati vicini alla società rossonera. 

Di un possibile coinvolgimento della più grande compagnia russa, il maggiore estrattore al mondo di gas naturale, si sarebbe parlato in occasione dell'incontro tra Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putin lo scorso novembre. Il Milan dunque è pronto a una accelerazione che potrebbe rappresentare una soluzione alle ostilità tra Barbara Berlusconi, che da più parti si sottolinea come "debba ancora farsi le ossa per riuscire a gestire un giocattolo come il Milan" e Adriano Galliani, che resta amico della prima ora di Silvio Berlusconi e protagonista del momento d'oro della squadra rossonera. 

Sui tempi dell'operazione, che al momento va avanti a fari spenti, non ci sono certezze. Una cessione, o l'ingresso di un socio, porterebbe nuove risorse economiche al club più titolato al mondo, l'unica squadra italiana che ha superato la prima fase della Champions League. Oltre a un parco giocatori di primissimo livello, la società rossonera vanta una storia importantante con milioni di tifosi in Italia ma anche all'estero grazie ai tanti successi raccolti nei 26 anni di presidenza Berlusconi, a partire dalle 5 Coppe dei campioni vinte. 

Non solo. Marina Berlusconi, la donna dei conti, spinge per la cessione del club. In Italia, come sottolinea anche Michele Criscitiello nel suo editoriale su TuttoMercatoWeb, c'è qualcuno che starebbe studiando il modo di prelevare il club. Si tratta di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria dal 22 marzo 2012, attuale numero uno del Sassuolo e tifosissimo del Milan. Tre anni fa l'imprenditore offrì 350 milioni di euro per entrare nel Cda del Milan. L'affare saltò. Da tre mesi è tornato alla carica. Tra domanda e offerta ballerebbero ancora 250 milioni di euro e la possibilità di far restare Berlusconi Presidente Onorario. 

La famiglia spinge per la cessione, il Cavaliere vorrebbe tenere ancora duro. Al Milan sarebbe interessato solo la figlia Barbara ma i conti vengono prima di tutto. Squinzi vuole fare l'investimento nel momento migliore. La trattativa è solo agli inizi e l'obiettivo del Gruppo Mapei è di entrare in possesso del 100% delle quote del Milan in 2 anni. Tant'è che mister Mapei avrebbe intenzione di quotare la società in borsa e vorrebbe costruire uno stadio del Milan fuori Milano. Il futuro è tutto da scrivere e il condizionale è d'obbligo. 
 
 

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