Skate-park al Ghisallo, dietrofront del Comune: "Area troppo inquinata"

Ironia di De Corato: "Non si poteva capire prima del bando?". Dopo un anno, Palazzo Marino annulla l'aggiudicazione a un'associazione sportiva

L'area che doveva diventare uno skate-park

Dietrofront, la pista di skate sotto il Cavalcavia del Ghisallo non si fa più. L'idea era venuta al consiglio di zona 8 e il comune di Milano l'aveva accolta con favore, decidendo di trasformare un'area di 1.758 metri quadri (all'incrocio con viale Certosa) nel primo skate-park coperto della città. Motivo: l'area è troppo inquinata (per via del traffico) e non è compatibile con un'attività sportiva come lo skating.

L'unico partecipante al bando (Oasi Verde Acs con sede a Roma) si è aggiudicato la gara (il 5 febbraio 2015) offrendo un prezzo d'affitto di 608,12 euro più Iva all'anno, contro la base d'asta di 304,60 euro + Iva stabilita dal comune. L'aggiudicazione è provvisoria e subalterna a verificare le condizioni d'inquinamento: il 23 gennaio il settore Politiche ambientali di Palazzo Marino aveva "avvisato" che sarebbe stato necessario un parere dell'Asl sui rischi per la salute. Così, il giorno dopo l'aggiudicazione, il settore Sport e benessere ha chiesto a Oasi Verde di procurarselo. Poco prima, il 29 gennaio, lo stesso settore aveva chiesto al settore Politiche ambientali di far eseguire le misurazioni degli inquinanti da traffico automobilistico.

Se vi siete persi qualche passaggio, non preoccupatevi: burocrazia. Probabilmente sarebbe stato più semplice stabilire prima se l'area fosse idonea allo skating e poi, se sì, procedere con il bando di gara. Ma così non è stato. Ricapitoliamo: il settore Sport e benessere attende da Oasi Verde il parere dell'Asl e dal settore Politiche ambientali la rilevazione sull'inquinamento. Quest'ultima arriva il 2 dicembre 2015, cioè dieci mesi dopo (giorno più, giorno meno).

Ed è negativa: l'Amat (Agenzia mobilità ambiente territorio) certifica la "non idoneità dei luoghi previsti per la realizzazione di un impianto sportivo da skate". Nulla è dato sapere circa il parere dell'Asl, ma tanto basta: l'11 marzo 2016 il settore Sport e benessere firma la non assegnazione dell'area a Oasi Verde per lo skate-park: l'aria è troppo insalubre e "non ricorrono le condizioni".

Da un certo punto di vista è un bene che ci si sia accorti "in tempo" dei rischi di fare skating in un punto di Milano particolarmente inquinato. Dall'altro, ha buon gioco Riccardo De Corato (Fdi) nel chiedersi se "l'assessorato allo sport e benessere non poteva immaginare che un'area adiacente all'ingresso dell'autostrada Milano-Laghi potesse essere inquinata".

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