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San Siro: 5 Stelle contro i Verdi. E lo stadio "entra" in campagna elettorale

Patrizia Bedori (5 Stelle) critica il ricorso dei Verdi a Mattarella («è il sindaco che deve prendere una decisione») e l'appoggio degli ecologisti a Sala

Lite tra il Movimento 5 Stelle e i Verdi sullo stadio Meazza. Il 2021 è l'anno delle elezioni comunali a Milano ed era inevitabile che lo stadio di San Siro venisse, prima o poi, strumentalizzato dal punto di vista politico in vista del voto. In gioco le preferenze elettorali dei (tanti) milanesi contrari al nuovo stadio proposto da Inter e Milan e favorevoli, invece, a una ristrutturazione dell'impianto edificando alcuni servizi nei pressi, dove è già cementificato, senza toccare il Parco dei Capitani (dedicato a Giacinto Facchetti e Cesare Maldini).

Ad affilare le armi e lanciare la polemica politica è il Movimento 5 Stelle con la consigliera comunale uscente Patrizia Bedori. Tutto parte dal ricorso presentato dai Verdi milanesi, con il benestare del sindaco Beppe Sala, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per chiedere di "salvare" il Meazza. L'asse Verdi-Sala è stato recentemente riallacciato, dopo circa un anno di scontro anche forte, e i Verdi faranno parte della coalizione in sostegno al sindaco uscente.

«Scrivere a Mattarella è inutile», arroventa il dibattito la Bedori, interpellata dall'Agenzia Dire: «Lo stadio di San Siro è un affare territoriale che riguarda il Comune di Milano. Il sindaco Sala deve prendere una posizione. Avere un nuovo stadio non è nell'interesse dei cittadini, ne abbiamo gia' uno che si può riadattare. Le due squadre vogliono bypassare le volumetrie ed è il sindaco che deve intervenire».

La Bedori va oltre e guarda esplicitamente alle elezioni, accusando i Verdi di avere deciso, in modo «incoerente», di correre con Sala: «Cosa vogliono ottenere dal lui? Uno che gli consigliava di farsi una domanda se erano solo al 2% ora è il loro leader? Se con Sala tutto si è risolto, allora che sbrigassero anche la pratica San Siro. Ora dicono che basta non superare le volumetrie, ma i comitati ambientalisti si sono sentiti traditi dalle mosse dei Verdi». Il Movimento 5 Stelle, va da sé, correrà da solo. L'alleanza romana col Pd non pare riproducibile sotto la Madonnina, e la Bedori conferma che i pentastellati stanno cercando un candidato sindaco e scrivendo un programma.

Lo stadio di San Siro entra così nel vivo della campagna elettorale: anche perché è ormai evidente che la decisione sul futuro del Meazza (ristrutturazione o nuovo stadio) verrà presa soltanto dalla prossima giunta e dal prossimo consiglio comunale. Ma converrà "tirare per la giacchetta" lo stadio? Sarebbe forse meglio che i suoi unici colori restassero il nerazzurro e il rossonero. Il Meazza è, del resto, il quarto luogo di Milano più visitato dai turisti, è una delle principali ragioni per cui Milano è conosciuta a livello mondiale. Ed è inequivocabilmente un simbolo dell'intera città, non una bandiera di partito o di schieramento.

Nei mesi scorsi, la trasversalità sul tema è stata evidente: in Forza Italia, nella Lega e nel Partito Democratico convivono sostenitori di uno stadio nuovo (più o meno "freddi") e aperti sostenitori della ristrutturazione dello stadio attuale. Le compagini più a sinistra (Verdi, il Movimento 5 Stelle e Milano in Comune) si sono schierate da tempo per la ristrutturazione. Ora qualcuno va con Sala, qualcuno contro. Prevedibile che diventasse argomento di battaglia partitico-elettorale, ma forse non così positivo per i cittadini che, al di là e oltre i partiti, sono a favore della ristrutturazione dell'attuale impianto.

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