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San Siro, Sala ferma tutto finché non sarà chiaro il futuro dell'Inter

«Non affido un quartiere per cinque o sei anni a una realtà di cui non è certa la proprietà futura». Le parole del sindaco di Milano

Stadio di San Siro, tutto fermo. E non solo perché, ormai, manca poco al rinnovo del sindaco e del consiglio comunale, previsto per autunno, rimandato per la pandemia Covid rispetto a maggio o giugno. Ma anche perché potrebbe cambiare l'assetto societario dell'Inter. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, giovedì è stato chiaro: a margine della commemorazione delle vittime del Covid, ha detto che finché non si saprà con certezza il futuro del club nerazzurro, il tema del nuovo stadio sarà accantonato.

L'attuale proprietà, il colosso cinese Suning, è in difficoltà perché il governo dell'estremo oriente ha posto una stretta agli investimenti all'estero. Zhang cerca nuovi partner e non è, ovviamente, un percorso facile o veloce. Suning non è nemmeno sicura di tenersi la maggioranza delle quote del club. In questo quadro, perché il Comune di Milano preferisce aspettare? 

Perché, mesi fa, quando emerse l'incertezza sull'effettivo proprietario del Milan, lo stesso Comune chiese ufficialmente a entrambi i club di comunicare i nomi di chi realmente li controlla. La questione Milan si è ufficialmente chiarita ma, ora che sorgono incertezze sulla (futura) proprietà dell'Inter, non si possono certo usare due pesi e due misure.

«Non affido un quartiere a chi non so»

«Penso che finché in particolare l’Inter non chiarirà il suo destino, per noi le cose devono essere necessariamente ferme», ha quindi dichiarato Sala ai cronisti: «Il punto è che non stiamo parlando solo dello stadio, e voglio dirlo con chiarezza ai milanesi. Stiamo parlando di un progetto in cui la metà dell'investimento è sullo stadio e la metà è su altre cose che portano a comporre il futuro di quell’area. Ci saranno, presumo, cinque o sei anni di lavoro. Io non posso affidare un quartiere della città, per un così lungo periodo, a realtà di cui non è certa la proprietà futura».

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