Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Il Milan prova a "blindare" Sala sul nuovo stadio, ma il Meazza si può ancora salvare

Scaroni (presidente del Milan) afferma che la ristrutturazione obbligherebbe a sospendere le partite, ma il progetto della Galleria Panoramica, alternativo alla costruzione di un nuovo impianto, consente di continuare a giocare. E nel consiglio comunale restano, anche in maggioranza, i contrari al nuovo stadio

Il presidente del Milan Paolo Scaroni si è detto contento della rielezione a sindaco di Beppe Sala, "così potrà riprendere in considerazione il discorso stadio". Lo ha affermato nel corso del programma di Radio 24 "Tutti convocati", mercoledì pomeriggio. "È un tema fondamentale per rilanciare il calcio italiano, dove i club per andare avanti hanno bisogno di impianti moderni e di proprietà", ha spiegato Scaroni aggiungendo di avere già scritto a Sala dopo la vittoria alle elezioni: "Mi ha detto che convocherà la nostra dirigenza e quella dell'Inter a Palazzo Marino", ha rivelato.

Scaroni ha poi criticato le ipotesi alternative alla costruzione del nuovo impianto: "Non riesco a capire - ha detto - come si possa pensare a una ristrutturazione profonda in uno stadio dove due squadre giocano due volte ogni settimana. Non esiste uno stadio provvisorio dove far giocare Inter e Milan in attesa del completamento di questo ipotetico cantiere". In realtà, la ristrutturazione proposta da Riccardo Aceti e Nicola Magistretti (la Galleria Panoramica), il cui piano di fattibilità è stato depositato presso gli uffici comunali, prevede esplicitamente la possibilità di continuare le attività al Meazza durante i lavori. Una condizione, ovviamente, necessaria per poter prendere in considerazione il progetto in modo serio.

Ma la ristrutturazione non farà sospendere le partite

Il piano proposto da Aceti e Magistretti prevede lavori per tre estati e i rispettivi inverni. In estate si lavorerebbe a tempo pieno, in inverno un po' meno ma senza dover sospendere le partite di calcio, azzerando quindi il timore principale paventato da Scaroni. I vantaggi della ristrutturazione? Anzitutto costerebbe molto meno (300 milioni al massimo, contro i 600 abbondanti immaginati da Milan e Inter per il nuovo impianto), poi si potrebbe costruire qualcosa intorno, dove c'è già cemento, salvando il verde profondo del parco di San Siro che, altrimenti, sarebbe cancellato dal nuovo stadio. Infine, si salverebbe un impianto iconico e conosciuto in tutto il mondo.

L'opinione: "Allora buttiamo giù il Duomo"

Galleria Panoramica a San Siro (Rendering Studio Aceti)

La ristrutturazione, strategia win-win

"Abbiamo messo a punto una strategia 'win win' per tutti, con la quale dimostriamo che ci saranno profitti sia per gli investitori, sia per l’amministrazione, con ricavi annuali basati sull’utilizzo di opportune superfici a reddito, ricavate all’interno dello stadio con il progetto di riqualifica e ammodernamento", spiegava Magistretti in occasione del deposito dello studio di fattibilità della ristrutturazione presso gli uffici comunali. "Con i volumi previsti si può edificare in modo molto moderato nella zona circostante lo stadio, arricchendola di servizi rivolti al quartiere, non speculativi e con un equilibrato rapporto costi-benefici, ma certamente utilizzando le aree che già ora non sono verdi. Il che significa che non ci sarà alcun ulteriore consumo di suolo. Invece verrà conservata e anzi, valorizzata l’area esistente di verde profondo", conclude l'ingegnere.

Lo stadio dopo le elezioni

Se lo 0,56% conquistato dalla lista Civica AmbientaLista (in coalizione con Milano in Comune, candidato sindaco Gabriele Mariani) ha deluso molti contrari al nuovo stadio (la capolista, Gabriella Bruschi, guida il comitato a favore della ristrutturazione di quello attuale), hanno però ottenuto un ottimo risultato i Verdi, con il 5,11%. Avranno tre consiglieri comunali e almeno un assessore: che sia Elena Grandi o Carlo Monguzzi, Sala si troverà in giunta e in maggioranza qualcuno agguerrito contro il nuovo stadio.

Sono stati poi rieletti, nel Partito Democratico, due consiglieri che da sempre difendono l'attuale Meazza: Rosario Pantaleo e Alessandro Giungi. Ma è probabile che, nel Pd, non siano i soli, anche se David Gentili non è stato ricandidato e Milly Moratti non è stata rieletta. Torna invece in consiglio un altro politico milanese contrario al nuovo impianto, Enrico Fedrighini, che era candidato nella civica del sindaco. Così come è contrario il probabile futuro capogruppo di Forza Italia Marco Bestetti, primo per preferenze tra gli 'azzurri'.

Infine va considerato che, per gennaio 2026, qualcosa di pronto deve esserci per forza: in tempo per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, cerimonia già programmata nello stadio di Milano. Che sia il vecchio Meazza o uno stadio tutto nuovo non ha importanza, basta che sia pronto per ospitare la kermesse. E, più si va avanti con i tempi, meno è fattibile realizzare il nuovo impianto.

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