San Siro: nuovo stadio più lontano, il Ministero potrebbe apporre un vincolo storico

Il Gruppo Verde San Siro aveva presentato un ricorso al Ministero. Se dovesse essere apposto, la scelta sarebbe tra ristrutturare o abbandonare il quartiere e costruire altrove un nuovo impianto

Potrebbe essere apposto un vincolo storico allo stadio Meazza. La conferma che questa possibilità esista in concreto arriva dal comitato scientifico del Ministero dei Beni Culturali, dopo un ricorso promosso dal Gruppo Verde San Siro, una delle associazioni in lotta contro l'abbattimento - anche parziale - del Meazza e la costruzione di un nuovo impianto da parte di Milan e Inter.

La vicenda del vincolo è cruciale per capire e definire il futuro dell'impianto e quindi di tutta l'area. La Sovrintendenza, in sede di conferenza dei servizi, aveva affermato che il Meazza, nella sua conformazione più consolidata, ovvero fino al 1990 quando al secondo anello ne venne aggiunto un terzo, presenta un valore storico-sportivo come simbolo del calcio nel mondo.

Poi era stato chiesto alla commissione regionale di apporre un vincolo monumentale; ma, in questo caso, seguendo la legge, la richiesta era stata respinta: per anzianità poteva valere soltanto per il primo anello, essendo il secondo troppo recente, e non sussistevano i necessari requisiti. Il primo anello di San Siro è infatti un semplice "anello di tribuna" ormai dimenticato, superato dagli "strati" successivi e dal valore architettonico non così significativo.

Gli scenari in caso di vincolo

Diverso ovviamente il discorso sul vincolo storico-relazionale, che include parametri di altro tipo e soprattutto può essere fatto valere anche su opere più recenti. Se dovesse essere apposto, si aprirebbero scenari complicati per chi vuole ad ogni costo uno stadio nuovo. Il Comune di Milano ha già chiesto a Milan e Inter (e ottenuto) che venisse preservata almeno la "sagoma" parziale del Meazza, magari riutilizzando il campo per attività sportive alla portata di tutti. Ma un eventuale vincolo storico-relazionale imporrebbe di conservare ben più di una "fetta" del vecchio stadio, e questo potrebbe addirittura "chiudere la partita" sul nuovo impianto. 

Conferenza dei servizi sullo stadio: anche diversi "no"

Ristrutturare o andare altrove?

A quel punto i club potrebbero essere "invitati" a studiare una riqualificazione e ristrutturazione del Meazza in modo da adeguarlo a standard economici (in termini di ricavi generati) paragonabili agli impianti delle grandi squadre europee, e sarà da vedere se prenderanno spunto dai due progetti (poco onerosi) già presentati da diversi architetti e ingegneri oppure se insisteranno a dire che la ristrutturazione, secondo i loro studi, costerebbe quasi 500 milioni di euro, troppi rispetto a un nuovo impianto. Allora si scontrerebbero due opposte necessità: lo stadio nuovo "ovunque sia", magari fuori Milano, o la "mozione degli affetti" sul Meazza.

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