Milan, lo Shaktar chiede troppo: sfuma l'affare Taison. E lui si sfoga contro il suo club

"Grazie per aver cancellato il mio sogno": così il brasiliano su Instagram rivolto al club ucraino

Taison (da Instagram)

Doveva essere l'ultimissimo colpo di calciomercato per il Milan (insieme allo scambio, realizzato, tra André Silva e Ante Rebic con l'Eintracht Francoforte): la finestra per trasferire giocatori si è chiusa lunedì 2 settembre. E invece non se n'è potuto far niente. I rossoneri ci tenevano e, a giudicare dalla reazione, ci teneva anche lui, il diretto interessato. Che si è arrabbiato parecchio. Ma la squadra di partenza ha alzato troppo l'asticella delle richieste, facendo sfumare l'affare.

Parliamo di Taison Bercellos Freda, meglio noto come Taison, brasiliano del 1988, in forze allo Shaktar Donetsk dal 2013. La formazione ucraina (prossima avversaria dell'Atalanta in Champions League) ha chiesto ai rossoneri 30 milioni di euro di clausola rescissoria, che in via Aldo Rossi hanno giudicato troppo onerosa; e non ha concesso alcuno sconto. 

Affare, quindi, saltato. Taison vedrà San Siro soltanto in Atalanta-Shaktar (per la cronaca: l'1 ottobre alle 18.55), ma non con la maglia rossonera come lui stesso avrebbe sperato. Tanto che si è "sfogato" sui social con una Instagram story inequivocabile: «Congratulations on ending my dream», grazie per aver posto termine al mio sogno. Più esplicito non poteva essere, l'attaccante carioca che, dal 2010, gioca in Ucraina (prima al Metalist di Kharkiv, poi allo Shaktar) e che ha ricevuto anche un'offerta per giocare nella nazionale del Paese dell'Est, ma ha scelto quella verde-oro.

(Instagram story: taisonfreda7)

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Nonostante lo Shaktar sia in assoluto la squadra da tempo più competitiva del Paese (ha vinto 12 scudetti su 28, ma 11 nelle ultime 15 stagioni, e dal 1996/1997 si piazza o al primo o al secondo posto), evidentemente Taison sentiva il richiamo del campionato italiano e il fascino del Milan. Ma il trasferimento è andato in fumo.

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