Udinese-Milan 0-0 | Il Diavolo accompagna i bianconeri in Champions

L'Udinese trova sulla sua strada un grande Amelia e non va oltre lo 0-0 ma è sufficiente per agguantare il quarto posto. Paura per Pato che è uscito dolorante a una spalla. Pirlo salutato e portato in trionfo

Un Milan di grande spessore mentale e professionale oppone una fiera resistenza al desiderio di vittoria dell’Udinese dinanzi ai propri tifosi, uscendo indenne dallo stadio Friuli di Udine anche con una buona dose di fortuna. Di Natale si fa ipnotizzare da Amelia che nel secondo tempo al minuto 28 impedisce che il risultato finale finisca sullo 0-0 parando un calcio di rigore al capocannoniere del campionato e capitano dei bianconeri friulani per fallo di Seedorf su Sanchez. La sfera va sul palo dopo la smanacciata del portierone di Frascati che in molti danno come di ritorno al Genoa, ma se è questo, va tenuto senza discussioni. Poi, in un secondo tempo molto più bello del primo che pure ha avuto grande ritmo, troviamo un doppio legno, traversa palo, di un altro possibile partente, il turco-svizzero Gokhan Inler, che spara da fuori con un lob non pulitissimo che inganna Amelia, graziato dal palo, poi lestissimo a parare una maligna conclusione di Di Natale al 35’ della ripresa, direttamente da angolo. Sono lampi che si erano susseguiti fin dal primo tempo, è partita vera da ambo le parti, col primo vero squillo delle due squadre che arriva al 19’ con un altro palo scheggiato da fermo su punizione da oltre 25 metri sempre da parte del folletto campano dell’Udinese. Interventi durissimi di Flamini, Benatia e Boateng accendono la contesa e riempiono il taccuino di Tagliavento, e quando il fischietto ternano è obbligato ad ammonire il solitamente placido Seedorf per una legnata a piedi uniti su Asamoah lanciato in contropiede sulla sinistra da Di Natale, vogliosissimo prima e dopo il penalty fallito allora capisce che è gara vera, avara da sospetti, perché il Milan non ci sta a perdere e i risultati da Lecce, con la Lazio in bilico e poi vincente, obbligano i ragazzi di Guidolin, su tutti il pazzesco Sanchez, a farsi in quattro anche sbagliando per frenesia, ma tenendo sempre sul chi va là due mastini come Yepes, preferito a Nesta, e Thiago Silva, che risulterà assieme ad Amelia, il migliore in campo ancora una volta, il califfo brasiliano che in Serie A non ha eguali tra gli stopper, e per distacco, assieme proprio a Nesta. Il Milan quando può risponde alleggerendo la pressione e tenendo ansiogena la partita con le conclusioni di Boateng e Seedorf e Pato, ma Handanovic vigila come alla perfezione e allora si va verso un pareggio meritatissimo che ai punti avrebbe visto vincente i bianconeri, ma contro un Amelia così nessuno ha potuto. Resta la certezza che l’Udinese merita di coronare e coltivare con passione il quarto posto sudato con la voglia della gioventù e la qualità di tantissimi suoi interpreti, (Benatia e Armero su tutti le fantastiche new entry della società di patron Pozzo, n.d.r) non smantellando un 3-4-1-2 che ha forza, fosforo e talento in dose sufficiente per far divertire i propri correttissimi tifosi, a patto di mantenere i migliori giocatori (su Sanchez poche speranze, sugli altri tutto possibile, anzi potrebbe ritornare a casa un pazzesco Antonio Floro Flores rigenerato dalla benefica aria della Genova Rossoblù) e lo spirito umile e un po’ naif di chi sa di poter stupire il mondo. Per parte milanista, prova di grande professionalità e forza fisica anche in coda a un campionato massacrante, senza Ibrahimovic e Nesta e con Pirlo al canto del cigno dopo 10 anni carichi di successi, infortuni e genialità sparse. Campioni lo si è spazzando i sospetti e rispettando l’avversario mantenendo alta la guardia in ogni campo e in ogni condizione di classifica, e i ragazzi di Allegri, pur con qualche cambio, dimostrano che anche chi è nell’ombra, come lo sono stati per mesi e mesi gente come Amelia, ha capito cosa vuol dire giocare nel Milan e per il Milan. Nessuna garanzia è migliore in vista di un anno decisivo per capire se il Milan di Massimiliano Allegri potrà entrare nella hall of Fame dei ricordi di Via Turati al fianco delle edizioni deluxe dei team di Sacchi e Capello. Chiusura malinconica per un super campione come Pato che colleziona l’ennesimo infortunio personale e fastidiosissimo con la fuoriuscita della spalla dopo contrasto e caduta rovinosa contro quel gigante d’ebano di Cristian Zapata. Nonostante il “Papero” di Pato Branco sia 10 centimetri più alto e molto più muscoloso, a lui auguriamo soprattutto che ad aumentare sia soprattutto la buona sorte, perché vedere la sua partecipazione alla prossima Coppa America andare in frantumi e constatare il suo pianto a dirotto in barella è certamente una nota stonata che nessun aficionado milanista vorrà più rivivere.

TABELLINO


UDINESE (3-5-2): Handanovic 6,5; Benatia 6,5, Zapata 7, Domizzi 7; Isla 6,5, Pinzi 6,5, Inler 6,5, Asamoah 6, Armero 6,5; Sanchez 7, Di Natale 6. (Belardi,
Angella, Pasquale, Badu, Abdi, Denis, Corradi). All.: Guidolin.

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MILAN (4-3-1-2): Amelia 8 (dal 41' st Roma); Abate 6, Thiago Silva 7,5, Yepes 6, Didac Vilà 6; Flamini 5,5, Van Bommel 6 (dal 1' st Emanuelson 6), Seedorf 6,5;
Boateng 6; Pato 5 (dal 26' st Robinho), Cassano 6 (Bonera, Sokratis, Strasser, Inzaghi). All.: Allegri.
ARBITRO: Tagliavento di Terni
Ammoniti Flamini, Boateng, Benatia, Seedorf per gioco scorretto. Al 29' del secondo tempo Amelia para un rigore di Di Natale. Angoli 4-3 per l'Udinese.
Recuperi: 0' e 2'

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