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Martedì, 25 Giugno 2024
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Squalificato per un messaggio su Instagram: l’assurda storia di un pallavolista 18enne

Il ragazzo dovrà star fermo 2 mesi dopo aver scritto queste parole al direttore di gara: “Complimenti per stasera, ottima prestazione da arbitro”

La calunnia è un venticello: non può non venire in mente una delle arie più celebri del Barbiere di Siviglia di Rossini dopo aver letto l’ultimo comunicato del Tribunale Federale FIPAV. Un venticello a dir poco gelido e non solo perché la sentenza si riferisce a un match di pallavolo maschile Under 19 disputato lo scorso mese di gennaio. Il protagonista della vicenda è un 18enne che milita nella Polisportiva Gorlago (in provincia di Bergamo), accusato aver inviato un messaggio dal contenuto offensivo a un arbitro tramite il proprio account Instagram.

I fatti si sono svolti subito dopo la partita tra la stessa Polisportiva e la Rumelca Volley Almevilla. Già qualche tempo fa, il ragazzo è stato sanzionato con tre mesi di sospensione, senza dimenticare i 300 euro a carico della società. A questo punto sorge spontanea la domanda: che messaggio ha ricevuto esattamente l’arbitro? La Tribuna Federale lo ha citato testualmente e in realtà non appare poi così offensivo.

Il 18enne ha scritto: “Complimenti per stasera, ottima prestazione da arbitro”. Onestamente ci si sarebbe aspettati qualcosa di più grave, eppure per la FIPAV sono bastate queste parole per la squalifica. Il Tribunale ha confermato la sanzione, pur riducendo la sospensione a 2 mesi e la multa a 100 euro.

Proprio il giudice ha chiarito il motivo di questa presa di posizione: “L’affermazione, pur non contenendo alcuna apparente offesa o ingiuria, deve ritenersi nella sostanza assolutamente canzonatoria e offensiva”. Nel dispositivo è stato poi aggiunto: “Quel che il Tribunale intende comunque censurare, deve riferirsi alle improprie modalità con cui il messaggio è stato veicolato dall’atleta: l’utilizzo dei social, al termine di una gara, per mostrare nei confronti dell’arbitro un proprio disappunto da parte di un atleta, integra senza dubbio alcuno la violazione dei principi di lealtà e probità sportiva a cui ogni tesserato ha il preciso obbligo di uniformarsi”.

Spiegazioni che non bastano a inquadrare meglio la storia, a questo punto occorre prestare attenzione anche al sarcasmo apparentemente innocuo nei messaggi social che potrebbero costare molto caro agli atleti.

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