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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Luca

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Iscritto martedì, 10 febbraio 2015

Milano - Touch ID - Salvador Aulestia Anna Pennati Daniela Gullotta Carin Grudda Luciana Gallo Kyoji Nagatani Corrado Ferrante Bruno Fael Federico Lemoine Elia Panori

L'impronta digitale è unica ed identifica ognuno di noi. Oggi viene utilizzata per innumerevoli scopi, dall’accensione all’utilizzo degli smartphone, fino ad impieghi [...]

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Milano - Tutti i colori del Bianco - Salvador Aulestia Augusta Bariona Luciano Castellano Corrado Ferrante Adam Gabriel Daniela Gullotta Carin Grudda Frédéric Lemoine Kyoji Nagatani Elia Panori Linda Pellegrini Anna Pennati Lucio Perna Fili

"Dipingere uno spazio bianco dove nulla è disegnato: questo è il più difficile compito della pittura." (Ike no Taiga) L’irraggiungibilità del [...]

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Milano - Daniela Gullotta - Urbex -

ESPLORAZIONI URBANEUrbex è l’acronimo inglese di urban exploration ed è un’attività che consiste nel cercare e localizzare infrastrutture abbandonate con l’obiettivo di visitarle, fotografarle e trasmetterne i contenuti, con particolare coinvolgimento di metodologie provenienti dalla geografia, antropologia, sociologia fino agli studi culturali.

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Milano - Candida Ferrari - segrete trasparenze -

Almach Art Gallery presenta una mostra personale di Candida Ferrari.Esposte una quindicina di opere realizzate dall’artista negli ultimi venti anni, espressione di una ricerca sui materiali e sulla luce. La luce insieme ai materiali, acetati e plexiglass, strati di fogli cangianti, fatti d’oro e d’argento, ma anche combinazioni di pvc, gomma, rame, bitume, spesso attraversati da “brani” di colore, sovrapposti così da creare effetti visivi inaspettati, sono il fondamento, nella loro assoluta unicità, di ogni quadro, ogni installazione, ogni libro d’artista. (Stefania Provinciali)Candida Ferrari ha sempre vissuto nel futuro, realizzando dipinti ed utilizzando materiali che oggi sono considerati all’avanguardia, ma che lei elabora fin dai suoi esordi. Si parla spesso, e giustamente, di trasparenze delle plastiche, dei plexiglass e dei fogli di acetato. I suoi lavori vanno però visti con palato fine, percependo anche le ombre che si creano dalle sovrapposizioni e dalle pieghe, ma soprattutto assaporando i quasi invisibili segni che si creano sulla superficie, sapientemente dipinta ed elaborata. Ecco che allora si sviluppano una miriade di colori in un arcobaleno cangiante in base all’angolo dello sguardo.(Luca Temolo Dall'Igna)La storia di Candida Ferrari è racchiusa nella pericolosa relazione tra luce, materia-colore, spazio e segno: un percorso testimoniato da opere e mostre come “Struttura e Psicologia della gestalt in Candida Ferrari” a cura di Arturo Carlo Quintavalle; “Trasparenze” 1985, Palazzo dei Diamanti (Ferrara) a cura di Franco Farina e Roberto Tassi; come a Sant’Ilario (Reggio Emilia) ‘87 a cura di Claudio Cerritelli; “In-out” ‘91 a Parma (galleria Mazzocchi) a cura di Luciano Caramel; “Immaginaria 92” (2° premio) a Palazzo Durini a cura di Achille Bonito Oliva e Daniela Palazzoli; a Milano (1993) a cura di Walter Guadagnini; e come Il Monumento ai caduti per il comune di Vianino, Parma, Roma e New York a Ginevra; e successivamente in “Stati del Bianco a Roma e a Taormina”; a Milano nella Galleria Maria Cilena; a Roma in “Accordi di luce”, a cura di Vittoria Biasi, presso lo Stadio di Domiziano; poi Londra, Osaka e Hong Kong, Salò, Mantova, Firenze, Roma, Milano, a Parma nella Galleria San Ludovico, a cura di Giorgio Bonomi.

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