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La protesta degli abitanti delle case popolari: "Bollette e affitti più cari, non possiamo andare avanti"

 

Le organizzazioni sindacali degli inquilini Sunia, Sicet, Unione Inquilini, Uniat e Conia, insieme agli inquilini delle case popolari di proprietà del Comune di Milano, hanno protestato in piazza Della Scala, davanti a Palazzo Marino, con un presidio ritenuto necessario a seguito del mancato rinnovo dell’Accordo sindacale del 2012 per la riduzione degli affitti e per il contributo sul riscaldamento nei confronti delle famiglie collocate nell’area della Protezione.

“Abbiamo appreso casualmente a margine di un incontro tecnico con Metropolitana Milanese – spiegano i sindacati -, che il Comune aveva unilateralmente deciso di non applicare gli abbattimenti sul canone di locazione legati allo stato manutentivo degli stabili e il contributo di Solidarietà sulla quota di riscaldamento per gli inquilini con redditi più bassi inserti nell’Area della protezione, già a partire dalla bollettazione del canone del primo bimestre del 2018. Questo nonostante fosse stato sollecitato più volte un incontro nei mesi precedenti”.

Gli abitanti intanto chiedono l'immediato ripristino degli accordi in atto fino allo scorso anno, per loro mediamente si parla di un aumento mensile di circa 50 euro. Una cifra che, per chi si trova in costante difficoltà economica, rappresenta senza dubbio un ulteriore problema da affrontare.

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