Sabato, 12 Giugno 2021

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"Hanno sepolto il mio feto senza consenso": a Milano la campagna dei Radicali italiani "Libera di abortire"

La testimonianza di Francesca Tolino, giovane romana protagonista della macabra scoperta, che ha deciso di fare da testimonial alla campagna per il rispetto del diritto all'interruzione di gravidanza

Parte anche a Milano la campagna promossa dai Radicali italiani "Libera di abortire", l'iniziativa di sensibilizzazione sul tema del rispetto del diritto all'interruzione di gravidanza.

Il progetto è stato presentato lunedì 24 maggio presso la sede dell'associazione Enzo Tortora, con ospite Francesca Tolino, giovane di Roma che un anno dopo aver abortito ha scoperto che il suo feto era stato sepolto al cimitero con tanto di croce recante il suo nome e cognome.

"Una vicenda che racconta quanto ancora in Italia il tema dell'interruzione di gravidanza sia terreno fertile per obiettori di coscienza e movimenti pro vita - spiega Francesca - La mia vicenda tuttavia non si riduce alla sepoltura del feto. Prima di quello c'è stato un calvario di 10 giorni (un aborto normalmente si fa in un giorno) fatto di infermieri che mi umiliavano durante il ricovero, anestesisti che si rifiutavano di sedarmi mentre gridavo per i dolori e medici che ogni giorno mi facevano ascoltare il battito del cuore del feto per farmi desistere dalla decisione di interrompere la gravidanza. Il dibattito non è quindi solo quello sul diritto di abortire, ma anche sulla qualità del servizio sanitario per casi di questo genere".

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