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Air Italy, i licenziamenti lasciano a casa oltre 1000 lavoratori milanesi

Doppia beffa per il personale in esubero: "Col licenziamento rischiamo di perdere anche i requisiti per volare con altre compagnie"

Licenziati con un'email il 2 gennaio, al primo giorno utile dopo la scadenza per il rinnovo della cassa integrazione. C'è rabbia e amarezza tra i lavoratori di Air Italy dopo la decisione di lasciare a casa 1322 dipendenti (circa un migliaio solo a Milano) della compagnia nata nel 2018 sulle ceneri di Meridiana, il gruppo creato dal magnate qatariota Aga Khan nel 1963 e che era stato protagonista di un'operazione di "rebranding" che avrebbe dovuto rilanciarlo.

Un mancato rilancio

E invece, a nemmeno di 4 anni da una pomposa cerimonia all'aeroporto di Malpensa, il secondo vettore italiano dell'aeronautica civile si avvia verso la chiusura, dopo che già a febbraio 2020 l'azionista di maggioranza Qatar Airways ne aveva deciso la liquidazione. "L'operazione Air Italy era nata nel 2018, con il governo Renzi, ma da lì in poi tutti se ne sono disinteressati, persino la viceministra Bellanova, che nel governo successivo doveva vigilare sul rilancio della compagnia e sugli investimenti", racconta il rappresentante dei lavoratori di Air Italy, Gianluca Griffo.

Il primo maxi licenziamento dell'era covid

Quella dell'ex Meridiana è così diventata l'ennesima odissea sindacale terminata con l'ennesimo licenziamento di massa del personale di terra e di volo, come spesso accaduto per la più celebre Alitalia, ora Ita, e come accaduto già in passato per altri grandi marchi dell'industria italiana. "Questi licenziamenti però sono i primi dell'era covid - spiega il sindacalista - Rappresentano un precedente pericoloso perché sono un presagio della crisi sociale ed economica che ci aspetta se il governo continua a guardare altrove. Nessun ministro, dal 2018 a oggi, si è occupato seriamente di noi, nemmeno il premier Draghi, anche se ora lui è l'unico che ha il potere di far revocare le lettere di licenziamento".

Oltre al danno, la beffa

Per i dipendenti Air Italy gli esuberi rappresentano una doppia minaccia, spiega ancora Griffo: "Non avendo fatto voli per molti mesi c'è il serio rischio di perdere i requisiti necessari per volare, e quindi per cercare lavoro in altre compagnie. Siamo stati a terra per troppo tempo e per legge ci sono delle ore di volo e dei requisiti da rispettare per poter lavorare sugli aerei. I licenziamenti sono partiti formalmente a dicembre 2020. Il governo ora ha 120 giorni per convincere la compagnia a revocarli".

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