Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Così Battisti cercava di fuggire ancora: ecco gli ultimi istanti prima della cattura. Video

 

Occhiali scuri e pizzetto - finto -, Cesare Battisti - "in incognito" - camminava per le strade di Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, quando è stato catturato. In un video diffuso dal profilo Twitter della Polizia di Stato, si vede l'ex leader dei Proletari armati per il comunismo, maglietta nera e jeans, passeggiare spedito tra i negozi pochi istanti prima che lo prendessero: sulle sue tracce un team di poliziotti di Criminalpol, Antiterrorismo e Digos di Milano che, con la collaborazione dell'intelligence italiana, lo ha pedinato fino all'arresto da parte della polizia boliviana.

Battisti si era reso irreperibile dal dicembre scorso, dopo l'ordine di arresto emesso da Luiz Fux, giudice del Tribunale Supremo brasiliano e il decreto di estradizione firmato dal presidente uscente Michel Temer. Ora si attende che l'ex terrorista venga rimandato in Italia. "Non è escluso" che Battisti arrivi a Roma "già nella serata di oggi o nella giornata di domani" spiegano all'Adnkronos fonti del governo“. 

I crimini di Battisti a Milano 

Battisti è stato condannato in contumacia a due ergastoli per quattro omicidi: in due di essi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del '78, e quello dell'agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979 in via Modica, il terrorista sparò materialmente.

Nell'uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre, il 16 febbraio del '79, invece, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini e, nel caso dell'uccisione del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del '79 in via Mercantini, venne condannato come co ideatore e co organizzatore. 

In quest'ultimo caso, poi, all'omicidio si aggiunse un'ulteriore tragedia: nel corso della colluttazione, il figlio del gioielliere Adriano fu colpito da una pallottola sfuggita al padre prima che questi cadesse e da allora, paraplegico, è sulla sedia a rotelle.

Potrebbe Interessarti

Torna su
MilanoToday è in caricamento