Padre e figlio in manette per droga, prima il controllo in auto poi quello domiciliare: quasi 30 kg di stupefacenti

Padre e figlio, entrambi residenti a Milano, sono finiti in manette nel pomeriggio di martedì 16 maggio con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

La storia inizia sull'autostrada Milano-Genova, all'altezza del capoluogo ligure, quando a bordo di una Audi Q2 gli agenti della Stradale fermano un uomo di 57 anni, incensurato. Durante i controlli vengono trovate due scatole di cartone con all'interno oltre 11 kg di marijuana e circa 8 kg di hashish, un quantitativo importante che fa immediatamente scattare la perquisizione domiciliare.

In casa, a Milano, l'esito del controllo è negativo. Il figlio, presente nell'appartamento, nega l'esistenza di un'altra abitazione in uso alla famiglia, che invece risulterà essere il punto di appoggio di un enorme giro d'affari legato alla droga. Sul tavolo, però, gli agenti notano un mazzo di chiave, quanto basta per insospettirli e procedere ad accertamenti più approfonditi dai quali emerge la disponibilità, appunto, di un altro appartamento sito in zona Bicocca.

E' qui che viene alla luce una vera e propria centrale di confezionamento e smistamento della sostanza stupefacente con oltre 6 chili e 300 grammi di "erba" e quasi 1 chilo e 500 grammi di "fumo". In una cassaforte, invece, erano nascosti 186.600 euro in contanti insieme a cellulari, tablet e bilancini di precisione. Sono così scattate immediatamente le manette, il giovane, anch'egli incensurato, è stato condotto a San Vittore mentre il padre si trova rinchiuso nel carcere di Genova.

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