Sabato, 16 Ottobre 2021

Assistenza disabili negata: mamma costretta a stare tutti i giorni a scuola con il figlio

A Milano, a causa della mancanza di OSS, Valentina deve passare le mattine nell'istituto scolastico del figlio (tracheotomizzato) per poter intervenire in caso di bisogno, facendo smart working in un'aula vuota

Le viene negato l'assistente scolastico e lei è costretta ad andare tutti i giorni a scuola con il figlio disabile per poter intervenire in caso di bisogno. È la sconcertante vicenda di Valentina, mamma di Alessandro, ragazzo tracheotomizzato in seguito a una complicazione in un intervento chirurgico e che necessita di assistenza h24, tanto da spingere la madre a restare ogni mattina in un'aula vuota accanto alla classe del figlio, pronta a gestire eventuali emergenze.

"Per fortuna finora non è mai accaduto - racconta Valentina mentre accompagna Alessandro a scuola - Né io né mio marito avremmo in realtà i titoli per intervenire in caso di bisogno, non siamo medici né infermieri. Devo ringraziare il personale scolastico che tutti i giorni mi mette almeno a disposizione l'aula in cui di solito si fanno i colloqui con i genitori, almeno posso portarmi il computer e lavorare in smart working, se così lo possiamo chiamare. Quel che è certo è che non potrò continuare così all'infinito, perché prima o poi anche io dovrò tornare a lavorare in presenza". 

"Dopo un intervento Alessandro ha avuto delle complicazioni - continua Valentina - ed è stato necessario sottoporlo a trachoetomia. Anche se respira da solo, ogni tanto ha bisogno che l'impianto respiratorio sia aspirato dalla saliva, oppure semplicemente ha necessità di essere idratato. Si tratta di un lavoro impegnativo in termini di ore, almeno 4-5 di fila, e purtroppo molti operatori sanitari, a causa dell'emergenza Covid, preferiscono andare a lavorare nei centri per le vaccinazioni o ad assistere anziani a domicilio per fare punture o brevi interventi infermieristici. Per questo l'associazione che ci dovrebbe garantire l'infermiere per conto del sistema sanitario nazionale ci ha fatto sapere a inizio settembre che non ne aveva nemmeno uno disponibile, e quindi ci dobbiamo arrangiare".

"Quello dell'assistenza scolastica è un problema che puntualmente ricapita ogni anno - spiega Maria Coppola, presidente della onlus 'Nessuno è escluso' - Mi chiedo se la Regione Lombardia lo risolverà mai, perché siamo di fronte a un doppio diritto negato: il diritto dei nostri figli a essere assistiti, e il diritto di noi genitori a poter vivere come persone normali".

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