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Bambolotti e biberon, la protesta dei nidi di Milano: "Noi dimenticati dal Dpcm Rilancio, rischiamo di sparire"

Un nutrito gruppo di educatori e proprietari di strutture didattiche per i bambini da 0 a 6 anni ha organizzato un sit-in alla Regione Lombardia per denunciare la crisi economica della categoria

 

"Siamo chiusi e in più non ci vogliono prorogare la cassa integrazione. In questo modo alla riapertura di settembre noi non ci arriviamo". A lanciare l'allarme è il gruppo "Educhiamo", la sigla che riunisce educatori e proprietari degli asili nido di Milano e che giovedì 21 maggio ha protestato sotto alla sede della Regione Lombardia lasciando sulla piazza bambolotti e biberon abbandonati, simbolo della grave situazione economica delle strutture educative della città.

"Non siamo considerati nel Decreto Rilancio, ma abbiamo almeno bisogno che ci venga prorogata la cassa integrazione - spiegano i manifestanti - Parliamo di più di 10mila strutture in tutta Italia, tutte dimenticate completamente dal Dpcm del Governo. Il rischio è che gli asili nido privati , che in Italia assorbono il 65% della domanda, non riapriranno mai più".

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