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Sabato, 18 Maggio 2024

Mandano pec da finte banche: rubano quasi mezzo milione di euro

Alle società vittime veniva prospettata la possibilità di accedere a contratti di finanziamento per piccole e medie imprese garantiti da Cassa Depositi e Prestiti. Sette arresti

Sette persone sono state arrestate dopo aver frodato quasi 500mila euro ad alcune aziende. A seguito di una attività di indagine la polizia, su delega della Procura di Brescia, ha effettuato 7 perquisizioni personali, locali e informatiche, nelle province di Milano e Brescia, nei confronti di altrettanti soggetti appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita alla commissione di truffe ai danni di piccole e medie imprese operanti sull’intero territorio nazionale.

Inoltre, il gip del Tribunale, su richiesta del pm, ha disposto, nei loro confronti, l’applicazione delle misure cautelari dell’obbligo di dimora e della presentazione alla polizia giudiziaria, nonché del sequestro preventivo di quasi mezzo milione di euro. Tutto è partito da una denuncia di una vittima, con le indagini della Sezione operativa sicurezza cibernetica della polizia postale di Crotone. È emerso che il meccanismo truffaldino prendeva il via attraverso l'utilizzo di e-mail e pec apparentemente riconducibili ai principali istituti bancari italiani, utilizzate massivamente per promuovere falsi finanziamenti per l'industria. Le società oggetto dell'attenzione degli indagati venivano contattate e veniva loro prospettata la possibilità di accedere a contratti di finanziamento per piccole e medie imprese garantiti da Cassa Depositi e Prestiti. La sola condizione imposta per l'erogazione del prestito era la sottoscrizione di una polizza assicurativa, con versamento di premio unico iniziale corrispondente al 1,2% o 1,4% del valore della somma erogata.

Il pagamento di tali premi confluiva di fatto su conti correnti esteri nella disponibilità dei truffatori. Una volta avvenuto il pagamento, al momento della concretizzazione dell'operazione e della stipula del contratto di prestito, i membri del sodalizio sparivano. Tale attività, in breve tempo, avrebbe permesso loro di guadagnare circa 500mila euro. L'esecuzione dei provvedimenti ha consentito di sequestrare 20mila euro in contanti nella disponibilità degli indagati, verosimilmente proventi delle truffe, oltre a numerose carte di credito ed a numerosi dispositivi informatici e telefonici considerati, dagli investigatori, beni strumentali per la commissione dei reati. L'impianto accusatorio, già condiviso dal gip, dovrà comunque essere oggetto di ulteriori valutazioni in sede processuale.

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