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Disabili senza ossigeno e anziani intrappolati: le conseguenze di un blackout a Milano

Dopo l'ennesimo calo di tensione i residenti di via Stoppani (quartiere Porta Venezia) hanno vissuto numerosi disagi: c'è chi è rimasto chiuso dentro il negozio e chi è restato per ore senza respiratore, alimentato elettricamente

A volte un blackout a Milano è una semplice notizia tra le tante, come l'arrivo del maltempo, l'apertura di un nuovo ristorante alla moda o la coda chilometrica per il concerto di Fedez in Duomo. Informazioni "di servizio" che il lettore legge spesso senza tanto impegno, tra una fermata del metrò e l'altra. Altre volte, però, un blackout è molto più di una normale notizia, e una banale interruzione di corrente può provocare molto più che il semplice fastidio di restare per qualche ora senza luce e condizionatore d'aria.

Le conseguenze a cui nessuno pensa

Per alcuni cittadini di Milano, e in particolare per quelli di via Stoppani (quartiere Porta Venezia), il blackout significa rimanere senza ascensore con una figlia in carrozzina da dover trasportare fin su al sesto piano del palazzo. O ancora restare "intrappolati" nel proprio negozio perché le serrande elettriche non si chiudono, e quindi bisogna far la guardia contro i ladri. Oppure dover cancellare un'intera serata di prenotazioni al ristorante perdendo migliaia di euro di incassi. Per tutte queste persone, il blackout non è una semplice notizia, ma l'inizio di un'avventura spesso poco piacevole, se non addirittura mortale.

Un blackout che toglie il respiro

È il caso di Rebecca, che vive con la madre Elena e il padre in un appartamento di via Stoppani, 15. A causa della sua disabilità si muove con una carrozzina elettrica che pesa più di 250 Kg, e che non si può quindi certo trasportare per le scale. Quando la corrente viene a mancare, la giovane milanese si trova del tutto impossibilitata non solo a uscire di casa, ma persino a rientrarvi, perché senza ascensore è impossibile sollevare la carrozzina. Per Rebecca, però, l'ascensore è un problema secondario se confrontato con quello del respiratore. Le sue condizioni di salute necessitano l'eventualità di dover usare un respiratore che funziona a corrente elettrica. E se quest'eventualità capitasse durante un blackout, come del resto - racconta la madre Elena - è capitato, la ragazza potrebbe rischiare addirittura il soffocamento.

Anziani intrappolati in negozio

Anche per l'anziana signora Maria Giuseppina (classe 1936), che ogni giorno aiuta la figlia nella sua tintoria, il blackout è molto più che un fastidio. Dopo l'ultima interruzione sono rimaste entrambe "intrappolate" nel loro negozio. Senza elettricità è impossibile chiudere la serranda dell'attività commerciale, e così le due donne sono rimaste dentro in attesa del ritorno della corrente, per evitare che qualcuno potesse entrare nottetempo rubando qualcosa dalla tintoria. La stessa sorte è toccata al signor Romano, titolare del Bar Stoppani. Anche lui e i suoi impiegati sono rimasti chiusi del negozio con la saracinesca bloccata, facendo da guardia tutta la notte al registratore di cassa e alla merce del negozio.

Incassi bruciati per migliaia di euro

C'è infine la storia del signor Fulvio, comproprietario e titolare del Consorzio Stoppani, noto ristorante di Porta Venezia. Il suo locale è famoso per la cotoletta, passione dei milanesi, e all'interno può ospitare fino a 200 persone. Durante l'ultimo blackout a queste 200 persone ha dovuto dire di andare altrove, perché il quartiere - e di conseguenza anche la sua cucina - era senza elettricità. "Non saprei quantificare su due piedi di quanto è stata la perdita d'incassi, ma parliamo di cifre a tre zeri - dice sconsolato a Milano Today -. Quel che lascia perplessi tutti quanti i residenti e i negozianti è la totale assenza di un interlocutore che si dia da fare per risolvere il problema". Fulvio racconta che in via Stoppani i cali di tensione sono ormai la regola, e scene come quella dei negozianti intrappolati dalle serrande bloccate sono diventate una normalità. "Ormai qui è così ogni anno e nessuno fa niente. Unareti si limita a fare comunicati stampa, anche se tutti quanti sappiamo che il problema deriva dal fatto che gli impianti non reggono più il consumo elettrico della città. Andrebbero adeguati, ma nessuno se ne preoccupa. Nemmeno il Comune, al quale abbiamo chiesto più volte di intervenire", spiega il ristoratore concludendo il racconto di questo (a)normale blackout milanese.

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