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Carcere di Bollate, ecco come i detenuti comunicano con amici e parenti: "Per noi è un servizio fondamentale"

 

"E' un servizio attivo da un anno nel carcere di Bollate, il detenuto può mandare e ricevere email tutti i giorni tranne la domenica e in questo modo il contatto con la famiglia e con gli amici rimane costante". Stefano, ex detenuto, ci descrive la sua attività nel Consorzio Viale dei Mille, un vero e proprio lavoro al servizio di chi sta ancora scontando una pena e che vive un contesto certamente difficile.

Per i detenuti è possibile effettuale una sola telefonata a settimana della durata di dieci minuti. Troppo poco per mantenere vivi i contatti, per restare in qualche modo agganciati al treno della quotidianità soprattutto per chi, fuori da quel carcere, ha una famiglia che lo aspetta.

E così questo servizio, utile ai detenuti, è diventato un lavoro per Stefano che ricorda quanto sia importante avere un contratto e una remunerazione dopo aver scontato la propria pena perché il vero reinserimento passa da qui: "Senza un impiego diventa difficile non delinquere". In questa intervista ci spiega nel dettaglio di cosa si tratta.

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