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Riapre il cinema Anteo: sagome dei vip in sala per le distanze e un comico di Zelig prima dei film

Proiezioni all'aperto dal 15 giugno e indoor a fine mese. A Milano (ma anche a Monza e Treviglio) riparte lo spazio cinematografico con una stagione in collaborazione con la Triennale di Milano

 

Sagome dei personaggi famosi per occupare i posti e rispettare il distanziamento sociale e un comico di Zelig prima delle proiezioni. Riapre così Anteo Spazio Cinema, la storica sala milanese che riparte dal 15 giugno con un ricco calendario di appuntamenti dopo il lungo lockdown. Si parte dal cinema all'aperto, con la rassegna 'AriAnteo' divisa in ben tre programmazioni in tre distinti luoghi della città: l'ormai consueto cortile di Palazzo Reale, il Chiosto dell'Incoronata all'interno del cinema Anteo di via Milazzo e il giardino della Triennale di Milano.

"Partiamo il 15 giugno con il primo film - spiega Lionello Cerri, produttore e fondatore dello Spazio Cinema Anteo - Poi a fine mese speriamo di riprendere anche le proiezioni delle sale al chiuso. In programma ci saranno molti film che erano già in programmazione prima della pandemia, ma anche titoli che finora sono usciti solo in streaming online, e molte pellicole che parleranno di diritti: quelli delle persone, delle donne, ma anche il diritto alla salute, un tema che ci ha toccato da vicino tutto questo tempo. A partire dalla seconda settimana di programmazione ci sarà inoltre la collaborazione con Zelig, con un comico che, a rotazione nei diversi luoghi di proiezione, precederà il film in calendario".

Alla presentazione della nuova stagione dell'Anteo anche il presidente della Triennale Stefano Boeri e l'assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno. "Con il Coronavirus il cinema dovrà ripensare i propri spazi - dice Boeri - Di certo sarà una stagione molto interessante per noi della Triennale, perché avremo l'occasione di far convivere cinema, arte, design, teatro e spettacolo". Un dolce ritorno, quello del cinema milanese, anche per Filippo Del Corno, che tuttavia polemizza: "Mi preoccupo quando nel documento della task force guidata da Colao non trovo nemmeno un solo riferimento al mondo dello spettacolo. Forse qualcuno non si rende ancora conto di quanto questo patrimonio contribuisca al Paese e a settori fondamentali come per esempio quello del turismo. Vogliamo forse dire che nella patria di Verdi, Fellini e Goldoni non c'è posto per la cultura?".

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