Toto Cutugno, tutto esaurito per il concerto a Kiev. Respinta per ora la richiesta di ban dall'Ucraina

Tutto esaurito, come da programma, al Palazzo Nazionale delle Arti di Kyiv, capitale dell'Ucraina, per il concerto di Toto Cutugno, sabato 23 marzo. Uno dei tanti concerti che l'artista classe 1943, milanese d'adozione (vive nel capoluogo lombardo da decenni), tiene nell'Europa dell'Est, dove non è così raro l'utilizzo della sua canzone più famosa, "L'Italiano", come suoneria dei telefonini, per dare una cifra di quanto venga apprezzato a quelle latitudini.

Non ne daremmo conto, se non fosse che Cutugno è stato al centro di un caso internazionale, visto che il deputato ucraino del Fronte Popolare Viktor Romanyuk, insieme ad altri, ha avanzato la richiesta che Toto venisse considerato "minaccia per la sicurezza nazionale" e incluso nella lista di 147 persone dell'arte e dello spettacolo che non possono entrare in Ucraina. Lo stesso provvedimento che invece è stato, di recente, realmente preso nei confronti di Al Bano, un altro artista italiano molto noto nell'Europa dell'Est. Per Cutugno al momento la richiesta di inclusione nella lista è stata respinta.

Il concerto al Palazzo delle Arti è filato liscio: 4 mila persone di ogni età, anche molti giovanissimi, hanno applaudito estasiati Toto mentre, in completo bianco e camicia rossa, eseguiva tutti i suoi successi della sua carriera, accompagnato da un'orchestra e spesso anche dal pubblico, che conosce a memoria i suoi brani più noti, primo tra tutti "L'italiano". Sui social network si trovano diverse tracce dell'esibizione, compresi vari selfie finali con i Maestri dell'orchestra e con qualcuno del pubblico. Solo un attimo di tensione quando un uomo è salito verso il palco mentre Toto cantava "L'italiano", ma la security lo ha bloccato e lui e il cantante si sono infine stretti la mano. 

La polemica sugli artisti filorussi

Le due notizie (l'inclusione effettiva di Al Bano tra i "bannati" e la proposta di includere anche Cutugno) hanno ovviamente fatto molto parlare in Italia. Se per Al Bano la motivazione era chiara (il sostegno all'occupazione russa in Crimea e alla sua annessione forzata, dichiarato esplicitamente), per Toto Cutugno è emerso soltanto un video in cui rivolgeva a Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, gli auguri di compleanno, mentre il deputato Romanyuk chiedeva di approfondire l'eventuale adesione di Toto a una associazione ("Amici di Putin") accusata di essere implicata nel reclutamento di terroristi da mandare in Donbass a combattere contro l'esercito ucraino.

Per comprendere appieno le ragioni astratte di un provvedimento del genere occorre ricordare che nel 2014 prima si tenne un controverso refendum sull'indipendenza della Crimea, in seguito al quale la Russia annesse la penisola, e poco dopo scoppiò il conflitto armato in Donbass tra sedicenti separatisti filorussi, con alcune prove che il Cremlino li sostenga direttamente, e l'esercito ucraino.

Guerra di propaganda

La guerra ha creato più di 10 mila morti e almeno un milione di sfollati interni, costretti a lasciare le proprie città. E la condizione di guerra impone provvedimenti di difesa anche dalla propaganda, soprattutto nei riguardi di persone famose che con le loro azioni o dichiarazioni possono (magari sulla base di fake news) influenzare anche pesantemente l'opinione pubblica. Di qui l'attenzione particolare nei riguardi di personaggi del mondo del cinema o dello spettacolo.

«I membri della Rada (il parlamento, n.d.r.) hanno solo avanzato la richiesta di verificare le dichiarazioni e le azioni di Salvatore Cutugno, mentre la decisione finale su ban all'ingresso di cittadini stranieri sarà presa dai competenti organi dello Stato», aveva dichiarato Viktor Romanyuk cercando di smorzare i toni delle polemiche: «Nel caso di assenza di questioni di sicurezza nazionale, le migliaia di fans di Salvatore Cutugno lo accoglieranno nel nostro Paese». 

Al Bano ha deciso di passare al contrattacco e intende citare lo Stato ucraino per chiedere un risarcimento danni. Cutugno, a "La Vita in Diretta", dopo aver definito il cantante pugliese «mio fratello» (i due sono molto amici), ha spiegato di non volere intraprendere la stessa strada della citazione in giudizio: «Vogliamo stare tranquilli e cantare, suonare. Ho scritto al deputato Romanyuk invitandolo al mio concerto e voglio stringergli la mano e conoscerlo».

Video di stanislavfedoseev/Instagram

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