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I bronzi di Riace in corteo a Milano, la città a fianco del sindaco accogliente: "La solidarietà non si arresta"

 

Abbiamo la responsabilità morale di disobbedire alle leggi ingiuste." Lo diceva Martin Luther King qualche decennio fa, lo hanno ripetuto i ragazzi del Centro Sociale Cantiere che hanno organizzato un lungo corteo per le vie di Milano per esprimere solidarietà al sindaco di Riace dopo i recenti fatti di cronaca. "Questo ha fatto Mimmo Lucano, sindaco di Riace: ha scelto di disobbedire alle leggi ingiuste, discriminatorie e razziste che i governi degli ultimi 20 anni hanno messo in atto. Per questo oggi siamo stati tutti Mimmo Lucano e abbiamo attraversato il centro di Milano perché il "modello Riace" è l'unico che propone solidarietà e dignità e va esportato ovunque", scrivono i ragazzi in un comunicato.

E proseguono: "La solidarietà non si arresta: Milano non è indifferente" abbiamo scritto a chiare lettere sullo striscione calato dal museo del '900, che dovrebbe insegnarci come alle leggi ingiuste sia doveroso ribellarsi. La storia e la memoria devono parlare al presente".

Da piazza Duomo in tanti hanno accompagnato i bronzi di Riace, ambasciatori di solidarietà, per le strade affollate del centro cittadino: "Se Mimmo non può stare a Riace, se i migranti che li vi abitavano stanno venendo deportati, questo sabato pomeriggio (20 ottobre, ndr) non possiamo fare finta di niente. La nostra strada si è conclusa davanti al Tribunale di Milano, in solidarietà con chi sulla propria pelle sta pagando il prezzo di aver tentato concretamente di cambiare l'ordine delle cose, disobbedendo a leggi ingiuste . Oggi più che mai, con Salvini e la Lega al governo, disobbedire è un dovere", conclude il comunicato.

Immagini Centro Sociale Cantiere.

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