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Lavorare durante la detenzione e assicurarsi un futuro. In 200 nel Consorzio Viale dei MIlle

E’ forse il momento più delicato. Preoccupa, a volte sconvolge e stordisce l’ingresso in carcere, non a tutti, certo, e comunque indipendentemente dalle colpe e dai reati commessi. Preoccupa, stordisce e spesso disorienta, ancor più dell’ingresso, l’uscita.

Soprattutto dopo una lunga detenzione, tornare in libertà è certamente il momento per anni atteso e sognato ma è il momento della resa dei conti. Con la società, con chi ti sta intorno, con chi comunque ti ha già marchiato. E così preoccupa l’inserimento nel momento del lavoro, difficile anzi difficilissimo per chi è stato dentro.

Il Consorzio Viale dei Mille, nato su iniziativa del Comune di Milano e fondato da diverse cooperative sociali, si pone proprio l’obiettivo di promuovere percorsi di reinserimento, di fornire un lavoro, vero e remunerato, e di abbattere così la percentuale di recidiva. Qui si vende di tutto, dal pane alle magliette, dalla grappa e dal vino ai biscotti, la marmellata, le borse e l’oggettistica.

Tutto prodotto dai detenuti che, grazie all’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, trascorrano metà giornata lavorando nei laboratori del carcere o all’esterno, in questo caso rientrando la sera. In questo consorzio sono impiegate 200 persone tra detenuti ed ex, il ricavato va alle cooperative che pagano i lavoratori.

Al Consorzio Viale dei Mille sono collegate numerose carceri come San Vittore, Bollate, Opera, Monza. I detenuti e gli ex detenuti si riprendono così il lavoro ma soprattutto si riprendono la loro dignità lottando ogni giorno contro ogni pregiudizio.

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