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Strage di piazzale Loreto: 76 anni fa la rappresaglia fascista contro i partigiani, fucilati e lasciati morti per strada

La testimonianza del figlio di Umberto Fogagnolo, antifascista ucciso su ordine dell'ufficiale delle SS Saevecke, poi diventato agente della CIA

 

Quindici partigiani uccisi, e i loro corpi lasciati esposti in strada per un giorno intero dagli ufficiali nazi-fascisti. È la storia dell'eccidio di piazzale Loreto, compiuto il 10 agosto 1944 durante l'occupazione di Milano per rappresaglia nei confronti dei gruppi partigiani autori dell'attentato a un convoglio tedesco in viale Abruzzi.

A 76 anni di distanza il figlio di Umberto Fogagnolo, una delle 15 vittime, ricorda l'incredibile vicenda giudiziaria dell'ufficiale delle SS che ordinò l'eccidio,  Theodor Saevecke detto anche 'Il Boia di piazzale Loreto', il quale non solo non fu mai arrestato, ma diventò persino un collaboratore dei servizi segreti americani. "Anche se oggi il fascismo non c'è più - spiega il figlio Sergio - non dobbiamo mai dimenticare che la democrazia e la libertà sono conquiste che vanno difese costantemente, ogni giorno". 

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