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Fiaccolata per dire 'No' alla vasca anti Seveso: "Si salva Milano a scapito della salute dei cittadini di Bresso"

"Bresso ecoattiva" ed "Ecologia politica" hanno organizzato due giorni di protesta e dibattiti contro l'infrastruttura che sta causando il taglio di ettari di alberi nel Parco Nord

 

Una fiaccolata dal centro di Bresso fino al cantiere in cui le ruspe sono al lavoro per abbattere gli alberi del Parco Nord e far posto alla futura vasca di laminazione che dovrebbe evitare le esondazioni del Seveso a Milano città. A promuoverla sono stati, sabato 17 e domenica 18 ottobre, i comitati 'Bresso ecoattiva' ed 'Ecologia politica', che da settimane contestano la realizzazione dell'infrastruttura.

"Oltre a deforestare inutilmente gli alberi di una porzione di Parco Nord - spiega l'attivista Federico Scirchio - la vasca di laminazione rappresenta un vero e proprio pericolo per la salute di quegli abitanti di Bresso che abitano nei pressi della futura infrastruttura. I dati dell'Agenzia di Tutela ambientale della Regione Lombardia dicono chiaramente che nelle acque del torrente sono presenti livelli di sostanze tossiche oltre la soglia, e raccogliere le acque del Seveso facendole ristagnare per giorni nei pressi di un complesso abitativo non è di certo la soluzione migliore per evitare che a Milano si verifichino le esondazioni. È un'operazione fatta a scapito della salute di chi vive nell'hinterland".

Durante il weekend gli attivisti dei due gruppi hanno inoltre organizzato dibattiti e incontri per proporre soluzioni alternative alla vasca di laminazione di Bresso, spiegando che per evitare le esondazioni si dovrebbe invece procedere con un piano di pulizia del letto del torrente, rimuovendo i detriti inquinanti dovuti ai numerosissimi scarichi abusivi che le aziende a nord di Milano riversano nel fiume. "Ci sono in atto dei ricorsi contro l'opera voluta dal Comune di Milano - spiega Scirchio - Intanto, però, la deforestazione di una parte del Parco Nord sta andando avanti e rischiamo che nel momento in cui i ricorsi siano accolti il danno ambientale sia già irreparabile. La politica della cementificazione selvaggia è proprio quella che ha causato le esondazioni del Seveso. Che senso ha tagliare gli alberi per versare altro cemento? Il verde pubblico è fondamentale per far 'sfogare' la furia del torrente. Se l'acqua trova solo cemento, invece di terreno che l'assorbe, è fin troppo chiaro che le fuoriuscite del fiume continueranno in eterno".

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