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Disabili: perché il ripristino dei fondi regionali scontenta i caregivers

Il Pirellone fa un passo indietro sul taglio ai sussidi per la disabilità, ma sospende le richieste di nuove "misure B1", gli aiuti destinati ai cittadini milanesi e lombardi disabili gravissimi

Il dietrofront della Regione Lombardia sul taglio ai fondi per i disabili non convince i caregivers milanesi, che mercoledì 28 febbraio hanno partecipato a un tavolo di confronto con l'assessore alla Disabilità di Palazzo Lombardia Elena Lucchini. Se da un lato, infatti, il Pirellone ha ripristinato i sostegni ai cittadini con disabilità, dall'altro ha di fatto bloccato i nuovi accessi alla cosiddetta 'misura B1', ovvero il sostegno a chi è portatore di una disabilità gravissima.

"I fondi regionali per la disabilità sono stati ripristinati grazie a un accordo dell'ultima ora con il Governo, che ha permesso quantomeno di garantire i soldi che erano stati già promessi a dicembre - spiega Fortunato Nicoletti, presidente della onlus 'Nessuno è escluso' - Restano però il taglio di 150 euro al mese per gli assegni di alcune categorie e soprattutto il blocco delle richieste di nuove 'misure B1'. Significa in sostanza che a Milano e in Lombardia, se sei un disabile gravissimo, per accedere ai fondi regionali devi attendere che un altro disabile come te guarisca, oppure che muoia. La prima ipotesi è alquanto improbabile, visto che parliamo di problematiche di estrema gravità. La seconda mi sembra invece è piuttosto macabra. Speriamo che anche su questo punto ci sia un ravvedimento".

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