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Si laurea in ingegneria aerospaziale anche se gli manca la vista

Marco, studente del Politecnico di Milano ipovedente dalla nascita, ha inseguito la passione per lo spazio (e per gli scacchi) nonostante la sua disabilità

Marco Casadei è un ragazzo di quasi 29 anni che fino a qualche mese fa inseguiva un sogno, quello di diventare ingegnere aerospaziale. A renderlo particolare è però la sua condizione, poiché Marco, fin dalla nascita, è ipovedente. Nonostante la sua disabilità, Casadei è stato il primo studente d'Italia ad aver conseguito questa particolare laurea al Plitecnico di Milano, e ora si prepara a entrare nel mondo del lavoro.

"Per farvi capire, una persona con una vista perfetta si dice che abbia 10/10. Io ci vedo 100 volte meno di così - racconta Marco a Milano Today - Sono così dalla nascita. La mia malattia si chiama glaucoma congenito bilaterale. Per studiare e lavorare uso diversi supporti che mi hanno permesso di ottenere una laurea così difficile. Quando ho deciso di iscrivermi ad aerospaziale tutti mi dicevano che non ce l'avrei fatta, che c'era troppa matematica e che poi sul mercato del lavoro sarei stato svantaggiato. Devo dire che tutte queste critiche mi hanno solo spronato a rincorrere il mio sogno. Non mi sarei mai accontentato di uno di quei lavori che si danno di solito alle categorie protette, volevo fare l'ingegnere spaziale e ci sono riuscito".

L'altra grande passione di Marco sono gli scacchi, con cui gioca da quando era piccolissimo. "Li ho scoperti quasi per caso - ricorda - Erano in uno scatolone di giocattoli. Un'amica di famiglia ha visto che ci giocavo usandoli come soldatini e così mi ha insegnato a giocare. Da lì ho iniziato a fare i tornei, fino ad arrivare agli internazionali gareggiando con l'Asci, l'associazione scacchisti ciechi italiani. So che ad alcuni non piace sentir dire che gli schacchi sono uno sport, ma in realtà lo sono. Sono uno sport per la mente, che costa tanta fatica e allenamento, proprio come lo sport fisico".

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