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Milano, fanno sfilare la Madonna davanti al Duomo per rivendicare i diritti delle donne. Video

Mentre è in corso la Fashion Week il gruppo "Non una di meno" porta in passerella l'immagine della Vergine Maria (ribattezzata "Smadonnina") con al collo il cartello "My body, my choice"

 

La Madonnina che sfila davanti al Duomo durante la Fashion Week, con al collo il cartello "My body, my choice" e la scritta "Smadonnina". Così il gruppo "Non una di meno" ha voluto rivendicare i diritti delle donne a pochi giorni dallo "sciopero transfemminista" proclamato in occasione del prossimo 8 marzo (la festa, appunto, delle donne), denunciando per l'ennesima volta il gap di genere che in Italia separa ancora maschi e femmine in molti aspetti della quotidianità.

La sfilata della Madonnina in Duomo

Mentre la Settimana della moda si reinventa per sfilare nonostante il Covid, venerdì 26 febbraio"Non una di meno" ha portato in passerella davanti al Duomo i diritti di genere negati, il femminicidio e la violenza sessuale, ma anche la discriminazione sul lavoro e quella razziale. "Molte donne, soprattutto se straniere, sono sfruttate rispetto agli uomini - spiegano le organizzatrici del flashmob - Hanno salari più bassi, riconoscimenti minori e posizioni peggiori. A questo si aggiunge la mentalità ancora retrograda che vede il corpo femminile come un oggetto: un modo di pensare che nelle sue estreme conseguenze porta alla violenza e persino al femminicidio".

Durante la pandemia sono aumentati abusi e discriminazioni

"In Italia, prima della pandemia, veniva uccisa una donna ogni tre giorni. Con il lockdown si è passati a una donna uccisa ogni due giorni - continuano le attiviste - C'è poi il capitolo lavoro. Da quando c'è il Covid il maggior numero di licenziamenti ed esuberi è stato tra le donne, soprattutto per un motivo: la gran parte dei lavori di assistenza sanitaria e cura infermieristica dei pazienti è affidata a donne, che spesso lavorano con contratti precari o addirittura in nero, e che quando non servono più si lasciano semplicemente a casa. E allora, se ci dicono che non valiamo, noi facciamo sciopero".

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