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Lega, gaffe al centro sociale: "Minacciano di gambizzarci", ma è un ragazzo in carrozzina

Il Carroccio in presidio al Cimitero Maggiore per chiedere lo sgombero della Cascina Occupata Torchiera, ma durante il comizio travisano il post di un attivista in sedia a rotelle

 

Da un lato la Lega, che chiede lo sgombero del centro sociale e sostengono di essere stati minacciati di gambizzazione, dall'altro i ragazzi della Cascina Torchiera, che rivendicano il lavoro di recupero fatto sull'immobile durante 27 anni di occupazione. Tra loro c'è anche l'autore del post citato dal Carroccio, un ragazzo in carrozzina che si batte per i diritti delle persone con disabilità: e così la gaffe è presto servita.

È accaduto sabato 11 luglio, nel piazzale del Cimitero Maggiore di Milano, dove sotto lo sguardo perplesso di pochi residenti affaticati dal caldo, una ventina di militanti della Lega ha organizzato un sit-in contro i centri sociali. "Si tratta di persone violente - dice al megafono l'assessore alle Politiche abitative della Regione Lombardia, il leghista Stefano Bolognini - Tolgono un immobile del Comune ai milanesi che ne sono i veri proprietari. Inoltre ci hanno persino minacciato su Facebook di gambizzarci".

Il post al quale si riferisce l'esponente del Carroccio, tuttavia, è stato scritto dall'attivista in sedia a rotelle Andrey Chaykin, fondatore dei Disabili Pirata e membro del gruppo Abbatti le Barriere, che ai microfoni di Milano Today corregge l'assessore: "Hanno completamente travisato il mio messaggio. In quanto disabile li avevo invitati con il nostro gruppo 'Disabili Pirata' ha provare cosa si prova ad andare per le strade di Milano stando in sedia a rotelle: una dimostrazione per far vedere loro che la nostra città è piena di barriere architettoniche. Anche questo è un argomento che dovrebbe interessarli, perché anche i disabili sono milanesi. Come si permettono di venire a dire a noi, che siamo in carrozzina, che vogliamo gambizzarli? Forse qualche neo fascista che frequenta le loro manifestazione fa queste cose, non di certo noi".

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