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Cannabis terapeutica: "A causa del Covid è quasi impossibile ricevere i farmaci"

La denuncia di una milanese in cura con il "Bediol", medicinale a base di THC: "La pandemia e la burocrazia negano le cure a migliaia di pazienti"

 

Anche a Milano, come in tutta Italia, migliaia di pazienti non stanno ricevendo le cure adeguate per malattie normalmente curabili a causa dell'arrivo del Covid-19. Tra questi c'è anche Mara, milanese che da 30 anni convive con dolori cronici dovuti a varie patologie che l'affliggono sin da giovanissima. Per lei l'unico sollievo dai dolori cronici che l'affliggono da 30 anni è il "Bediol", un farmaco a base di cannabis con un basso dosaggio di THC e un livello medio di CBD, i due principi attivi presenti nella piante di marijuana, ma proprio a causa della natura dei medicinali che le servono, quella di Mara è diventa una specie di piccola odissea in cui convivono il pregiudizio, la burocrazia e l'emergenza sanitaria causata dal Coronavirus.

Covid e burocrazia: ricevere i farmaci è un'odissea

"Già prima della pandemia riuscire a ricevere il farmaco a domicilio non era semplice - racconta Mara - Dal lockdown in poi, tuttavia, è diventato quasi impossibile. Sembra incredibile, ma proprio nel bel mezzo dell'epidemia lo Stato ha deciso che invece di agevolarci doveva rendere il percorso burocratico per ottenere farmaci alla cannabis ancora più macchinoso. Oltre a questo non ci viene consentito di fare 'scote', ma solo di poter avere la dose necessaria per un mese di trattamento. Se la fornitura fosse garantita non sarebbe un problema, ma la realtà è che nella sola Milano le farmacie che possono preparare il composto si contano sulle dita di una mano, anche se a dir la verità al momento ne sono attive solamente due".

Legge, pregiudizio e cure negate

"Ovviamente prima di poter ordinare il Bediol in farmacia serve la prescrizione medica - spiega ancora Mara - Di norma la ricetta va richiesta rigorosamente di persona, ma (almeno questo!) ora è ottenibile anche via email a causa del Covid. Tra la richiesta e la fornitura, insomma, possono passare anche 10 giorni, e durante questi 10 giorni non si può far altro che soffrire. L'odissea però non finisce qui, perché ora anche la spedizione del farmaco tramite corriere è bloccata a causa delle leggi sul traffico di stupefacenti. È un labirinto burocratico che di fatto ci nega delle cure alle quali io e molti altri abbiamo diritto".

Legalizzare la cannabis

È questa l'unica vera soluzione secondo Marco Perduca, promotore di una regolamentazione legale della produzione, del consumo e del commercio di cannabis, e membro dell'associazione Luca Coscioni, realtà attiva a livello internazionale per la tutela del diritto alla salute. "Il problema del commercio di farmaci a base di THC e CBD è legato principalmente a tre fattori: anzitutto il pregiudizio per cui promuovere prodotti a base di canapa significa incentivare il consumo di droga. Poi c'è il problema del monopolio: la produzione della cannabis destinata all'uso terapeutico, infatti, in Italia è esclusiva dello Stato, che supplisce la quantità mancante acquistandola dall'Olanda. Questi due quantitativi messi insieme, tuttavia, non sono comunque sufficienti a coprire il fabbisogno dei malati italiani. Infine c'è il problema della distribuzione: una selva burocratica fatta di ricette mediche, farmacie che devono preparare il composto e leggi che ne vietano la consegna a mezzo corriere. Considerato che nel nostro paese ci sono circa 6 milioni di consumatori che acquistano cannabis in modo illegale, probabilmente la legalizzazione è l'unico vero modo di risolvere la questione".

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