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Anche le mafie "milanesi" vogliono fare soldi sull'accoglienza degli ucraini

L'allarme della presidente della commissione antimafia della Regione Lombardia Monica Forte: "Massima attenzione a donne fragili e minori non accompagnati"

"Se non si inizierà a censire in modo sistematico i rifugiati in arrivo in Italia e in Lombardia c'è il rischio che una quota dei profughi ucraini finisca nelle mani delle mafie, con casi di sfruttamento della prostituzione e adozioni illegali". A dirlo è la presidente della commissione antimafia della Regione Lombardia Monica Forte (Gruppo misto), che dal Pirellone lancia un allarme sui possibili interessi della malavita nella gestione dell'accoglienza delle persone, in maggioranza donne, bambini e anziani, che fuggono dalla guerra in Ucraina.

"Sappiamo bene che le nostre mafie 'locali', chiamiamole così, hanno contatti anche con quelle ucraine e russe - dichiara Monica Forte - Per questo motivo credo sia il momento che lo Stato, con l'aiuto dei singoli comuni e delle regioni, inizi a censire e tracciare sistematicamente i rifugiati che arrivano sul territorio. Perché un'altra cosa che sappiamo è che le mafie fanno già parecchi affari sulla pelle degli immigrati, e il rischio è che chi arriva a Milano e in Lombardia senza passare attraverso un sistema di associazioni accreditate e 'sicure' corre il serio rischio di finire nelle mani della malavita. Penso soprattutto ai tantissimi minori non accompagnati che passano il confine con la Polonia, che potrebbero finire in giri di adozioni clandestine, o alle molte donne fragili che potrebbero essere sfruttate per il mercato del sesso a pagamento".

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