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Flashmob per i migranti bloccati in Bosnia sotto la neve: "Picchiati dalla polizia e abbandonati dall'UE". Video

In piazza Castello, a Milano, la manifestazione di solidarietà: tutti con una simbolica coperta per i rifugiati rimasti al freddo dopo gli incendi nei campi profughi

 

Tutti con indosso una coperta per dimostrare solidarietà alle migliaia di migranti bloccati in Bosnia sotto la neve perché i campi profughi sono andati a fuoco. È la drammatica situazione denunciata venerdì 29 gennaio con un flashmob da 'Rete Milano', gruppo di attivisti che ha voluto manifestare contro la politica di chiusura dei paesi balcanici che, di fatto, blocca i richiedenti asilo in fuga dalla guerra in un limbo mortale.

"Dopo gli incendi dei campi profughi ci sono migliaia di persone che sopravvivono al freddo sotto la neve - spiega Fausta Omodeo, presidente di 'Rete Milano' - Tutto questo senza che l'Unione Europea muova un dito per aiutarli, anzi. L'Ue finanzia i paesi dei Balcani per tenere chiuse le frontiere, pensando che la soluzione alle migrazioni di massa sia bloccare le persone in Bosnia e Croazia, in modo da non farle entrare in Europa. È una situazione vergognosa che va denunciata. Sul territorio bosniaco e croato i migranti vengono picchiati e a volte persino torturati dalla polizia, che sequestra loro persino giacche e scarpe lasciandoli in balia dell'inverno".

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