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Palpeggiatori e appoggiatori: ecco #nextstopmi, decalogo delle molestie sui mezzi pubblici di Milano

La onlus Next Stop promuove in modo ironico la campagna di informazione e denuncia sulle molestie sessuali ricevute dalle donne su tram, bus e metrò: "Non se ne parla per imbarazzo, ma accade quotidianamente"

 

"Ci sono i sussurratori, che si avvicinano da dietro per dire all'orecchio di una ragazza porcate di vario tipo, oppure i palpeggiatori o gli esibizionisti, un classico". La prendono con ironia Roberta e Irene, promotrici di #nextstopmi, la campagna di sensibilizzazione contro le molestie sessuali su tram, bus e metropolitane di Milano. L'idea è quella di una guida che illustra con un decalogo di immagini i vari tipi di molestatori che abitualmente si possono incontrare sui mezzi pubblici della città.

"In passato è capitato di ricevere molestie sui mezzi - racconta Roberta Masella, presidente e fondatrice della onlus Next Stop - Quello che mi ha colpita di più sono stati i volti delle persone che c'erano attorno quando ho reagito. Da qui è nata l'idea di questo decalogo, con cui trattiamo in modo un po' leggero e ironico un argomento che invece non lo è per nulla. È una realtà quotidiana per  tantissime donne che ogni giorno prendono una metropolitana ed è grave che ci sia ancora chi se ne stupisce quando viene a conoscenza di questi comportamenti. La nostra campagna è soprattutto per questi ultimi, non tanto per le vittime, perché tanto loro sanno già cosa accade. Da un‘indagine dell’ISTAT pubblicata del febbraio 2018 risulta che il 75% delle donne nell'arco della propria vita abbia subito molestie verbali o con contatto fisico, di pedinamento o esibizionismo. Nel 60% dei casi la molestia è stata compiuta da un estraneo e per il 27,9 % delle volte è avvenuta su mezzi di trasporto pubblico. Se si considera che solo il Gruppo ATM trasporta in un anno 813 milioni di passeggeri, la cifra inizia a diventare importante".

"Il problema principale è che le ragazze non ne parlano perché non hanno punti di riferimento in materia - spiega Irene Felici. cofondatrice e vicepresidente di Next Stop - C'è un senso di imbarazzo che porta a tenersi questi episodi per sé, a dimenticarsene quando si scende alla propria fermata. Per questo raccogliamo testimonianze, anche di personaggi pubblici, e promuoviamo la nostra campagna di denuncia su Instagram, Facebook e Youtube, con video, mostre e iniziative per il pubblico realizzate grazie a un team di associazini, videomakers, grafici e fotografi che collaborano insieme a noi. Ora l'obiettivo è ottenere degli sponsor che ci permettano di chiedere il patrocinio del Comune, necessario per poter far partire quella campagna d'informazione che vorremmo fare sui mezzi ATM, ma anche in TV e per le strade. Abbiamo tante idee e voglia di realizzarle".

Ulteriori informazioni sulla campagna #nextstopmi sono disponibili sul sito di Nextstopmi, sul profilo instagram e sul canale YouTube. Un ringraziamento ad Alpha Charlie production, Anonym Studio e Gianluca La Porta per le immagini, i video e le grafiche della campagna #nextstopmi.

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