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Minori in affido, la denuncia di De Corato: "È un cinico business, nessuno sa dove finiscono quei ragazzi". Video

L'ex vicesindaco , ora consigliere di Fratelli d'Italia, chiede alla Giunta di rendere pubblici i dati sui minorenni presi in carico dagli assistenti sociali nel Comune di Milano

 

"Un cinico business". Così Riccardo De Corato, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, definisce la situazione dei minori dati in affido ai servizi sociali. Una definizione, quella data dall'ex vicesindaco di Milano, motivata dal fatto che nel capoluogo lombardo, così come in tutta Italia, non esiste un registro ufficiale che elenchi i nomi e, soprattutto, le destinazioni dei minorenni presi in carico dagli assistenti sociali, finendo per trasformare i ragazzi allontanati da famiglie problematiche in veri e propri fantasmi. 

Per far luce sulla questione, De Corato ha presentato in Consiglio comunale un'interrogazione nella quale chiede al sindaco Beppe Sala e all'assessore alle Politiche Sociali Gabriele Rabaiotti di rendere pubblici i numeri e i dati dei minori dati in affido, interrogando inoltre la giunta circa la quantità di fondi pubblici finora destinati al settore dell'assistenza sociale.

"Si tratta di un'operazione di trasparenza - spiega l'ex vicesindaco in collegamento telefonico con Milano Today - È impensabile che non esista un registro che elenchi i numeri, i nomi e le strutture alle quali i ragazzi sono dati in affido. Purtroppo si tratta di un problema che riguarda tutta l'Italia, non solo per i minorenni, ma anche per i portatori di disabilità. Ci sono certamente tanti bravi assistenti sociali e moltissime ottime strutture che fanno il proprio lavoro con la massima serietà, ma il fatto che non esista un registro ufficiale crea una zona grigia dentro alla quale può accadere di tutto. Il rischio concreto è che i minori, una volta affidati alle strutture di assistenza sociale, diventino dei veri e propri fantasmi".

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