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Carcere Beccaria, dopo la maxi evasione nulla è cambiato: "Parti della struttura sono fatiscenti"

Una delegazione dei Radicali Italiani e dell'associazione Enzo Tortora ha eseguito un sopralluogo nell'istituto penitenziario minorile di Milano dopo la fuga di 7 detenuti avvenuta il 25 dicembre scorso

Al carcere minorile Beccaria di Milano nulla è cambiato dopo la maxi evasione di 7 detenuti avvenuta lo scorso 25 dicembre. Tra le mura dell'istututo penitenziario le attività diurne dei giovani ospiti sono riprese come ogni giorno, così come tuttora permangono i gravi problemi strutturali della casa circondariale per minori, denunciati nei giorni della clamorosa evasione e poi dimenticati.

A poche settimane dai fatti del 25 dicembre una delegazione di attivisti dei Radicali Italiani e dell'associazione Enzo Tortora è entrata nel Beccaria per un sopralluogo di due ore, riportando all'attenzione le problematiche emerse dopo la fuga dei 7 giovani detenuti, poi nei giorni seguenti si sono tutti nuovamente costituiti alle forze dell'ordine.

L'identikit dei 7 evasi dal Beccaria a Natale

"La realtà del Beccaria è da un lato buona, perché le attività di recupero fatte dal personale all'interno della struttura sono decisamente migliori rispetto a quelle di un carcere ordinario - spiegano gli attivisti terminata l'ispezione -. Dall'altro lato permangono i gravi problemi della struttura stessa, che in alcune parti è decisamente fatiscente e che non consente quindi nemmeno ai detenuti di svolgere al meglio le attività diurne".

"Ci sono lavori ancora fermi dal 2015, nonostante tutte le dimostrazioni di sdegno dopo l'evasione - continuano gli esponenti dei Radicali e dell'associazione Enzo Tortora -. Manca, come già riscontrato in altre realtà carcerarie, uno sguardo dall'esterno. Chi vive fuori ha la responsabilità di capire e sapere come si vive dentro, perché il carcere deve far parte della società se vuol essere una struttura di reinserimento nella stessa".

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