Milano, quelli che occupano abusivamente per necessità: "L'alternativa era stare in macchina"

In questa prima puntata del reportage sulle occupazioni delle case sfitte nel quartiere San Siro, parla in esclusiva per MilanoToday una giovane coppia sudamericana che ha preferito mantenere l'anonimato (qui la seconda puntanta: il racconto di una mamma milanese).

"La situazione disperata nella quale ci siamo trovati e con un figlio da portare avanti ci ha portato a compiere un gesto di questo tipo. Dormivamo in macchina e le case erano vuote. E così abbiamo deciso di occuparne una", spiegano. Le case popolari a Milano sono 66.000 di proprietà di Aler (38.000) e di MM (28.000). In totale si contano circa 4.300 case occupate illegalmente (dati giugno 2017) mentre molte sono vuote, 2.200 solo quelle gestite da Aler. Queste abitazioni, rimaste sfitte per diversi anni, si ritrovano oggi in condizioni precarie per cui non è possibile assegnarle. Ci vorrebbero degli interventi di ristrutturazione ma mancano i fondi, per questo molte continuano a restare sfitte. Prese dalla disperazione e in condizioni di assoluto bisogno, molte persone hanno deciso di entrare illegalmente disposte a pagare le conseguenze della loro azione pur di dormire sotto a un tetto. In alcuni quartieri, come a San Siro, alcune palazzine sono quasi interamente occupate. Mario Angelo Sala, presidente di Aler, affronta anche la questione legata al racket: "E' colpa di vere e proprie bande criminali, agenzie immobiliari gestite dal racket che fanno arrivare gente dall'estero perché a Milano troveranno la casa". Solo nei primi quattro mesi del 2017 l'azienda regionale ha contato 103 nuove occupazioni mentre gli alloggi recuperati con sgomberi programmati sono stati 43. Una situazione che necessita comunque di una importante programmazione in modo da risolvere una questione che sta ormai divenendo insostenibile.

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