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San Siro, ecco come la musica trap toglie i giovani dalla strada. Video

Fabrizio Bruno, educatore professionale e docente di hip hop, spiega perché la cultura rap è diventata simbolo del malessere dei ragazzi del quartiere alla periferia nord di Milano

"Rispetto ad altri generi è relativamente semplice comporre un brano rap, per questo la cultura hip hop è diventata il mezzo ideale per esprimere il malessere dei ragazzi di San Siro". A dirlo è Fabrizio Bruno, educatore professionale della comunità Kayròs che aiuta il recupero dei giovani di strada insegnando loro a fare musica rap e trap.

VIDEO. San Siro, la banlieu arrabbiata di Milano. Guarda la prima puntata 

VIDEO. Don Claudio, il sacerdote che accoglie i giovani fragili. Guarda la seconda puntata

"Il rap esprime un disagio legato alla povertà e all'indigenza che accomuna un po' tutti i ragazzi delle periferie - spiega Fabrizio - Lo fa in maniera facile e diretta, per questo ha molto successo in questo tipo di contesti. Con il rap i giovani sono liberi di parlare di temi scomodi e di come la propria condizione sia il frutto di un contesto di estrema povertà. Per questo trovo sia sbagliato additarli come quelli che fanno testi volgari o violenti: i ragazzi parlano di ciò che vedono e trovo ipocrita puntare il dito su di loro quando poi in TV e sul web non si fa altro che alimentare proprio quella cultura della violenza di cui i loro detrattori si lamentano".

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