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Riders, così funziona la "gamefication": lavorare è "come un videogioco". E nasce il caporalato 2.0

"Bonus", diamanti, punteggi: il lavoro di fattorino viene dipinto dal linguaggio delle piattaforme di food delivery. Creando inconsapevoli sfruttati: i riders

 

Il lavoro presentato come un gioco e dinamiche che ricordano quelle della dipendenza dal gioco d'azzardo. Dopo il grave incidente a un rider, investito ad aprile in corso XXII marzo da due automobili, e la conseguente apertura di un'inchiesta della procura di Milano sulle condizioni di lavoro nel food delivery, abbiamo chiesto a una ricercatrice universitaria che studia le nuove forme di impiego legate alle piattaforme digitali di spiegare quali sono i nuovi meccanismi di sfruttamento del lavoro usati dalle multinazionali nei confronti dei fattorini delle consegne a domicilio, settore in costante aumento nel capoluogo lombardo.

"Anzitutto c'è quella che noi studiosi chiamiamo 'gamification' - spiega la dottoressa Clara Mogno, ricercatrice associata alle università di Paris Nanterre e Padova -. Si tratta in sostanza di far apparire il lavoro come se fosse un gioco, con punteggi da raggiungere, diamanti da raccogliere lungo la strada seguendo le mappe delle app in dotazione ai rider, e agevolazioni sugli orari di lavoro e le retribuzioni che si possono guadagnare a seconda del numero di consegne effettuate. Sono dinamiche che ricordano molto la dipendenza dal gioco d'azzardo e che favoriscono quello che viene chiamato 'caporalato digitale' o 'caporalato 2.0', ovvero lo sfruttamento dei fattorini attraverso le piattaforme digitali".

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