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Minacce, estorsioni e false fatture: così la 'Ndrangheta teneva sotto scacco un impianto di rifiuti del comasco

In manette il capo della locale 'ndranghetista di Legnano-Lonate Pozzolo e un consigliere comunale di Busto Arsizio, ritenuto complice della cosca

 

Ennesima indagine sugli affari della malavita nel controllo degli impianti di smaltimento rifiuti della Lombardia. Stavolta è accaduto a Como dove la Guardia di Finanza, in collaborazione con il nucleo forestale dei Carabinieri, ha eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere per estorsione, falsa fatturazione e minacce, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Tra gli arrestati ci sarebbero infatti anche il capo della locale di ‘Ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo e un consigliere comunale di Busto Arsizio, in affari con gli esponenti della cosca. 

Al centro delle indagini la società di trasporto e trattamento rifiuti Smr Ecologia srl, costretta secondo gli inquirenti ad assumere tra il personale il genero del capo della cosca ‘ndranghetista, che una volta infiltrato nel giro dei rifiuti estorceva denaro al titolare dell’azienda ed emetteva false fatture per conto della stessa, tenendo sotto scacco l’imprenditore anche con minacce di morte.

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