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Il volto di Patrick Zaki sulla facciata del Comune di Milano: "Resterà finché l'Egitto non lo libera"

Il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè ha inaugurato venerdì 2 ottobre l'opera dell'artista Francesca Grosso dedicata al ragazzo egiziano che stava studiando per un master in Italia

 

Il volto di Patrick Zaki esposto sulla facciata del Comune di Milano per chiederne la scarcerazione. Così l'amministrazione comunale ha voluto dimostrare il suo impegno per la causa dello studente ingiustamente detenuto in Egitto dal 7 febbraio 2020 e che proprio nel nostro paese stava conseguendo un master sugli studi di genere. L'opera, inaugurata venerdì 2 ottobre dal presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè si intitola "Ritratto di parole dedicato a Patrick Zaki", ed è stata realizzata dall'artista Francesca Grosso in collaborazione con l'associazione "Inoltre – Alternativa progressista".

Zaki come Giulio Regeni

Una vicenda, quella di Zaki, spesso accostata a quella di un altro studente italiano vittima della polizia egiziana: Giulio Regeni, il ragazzo triestino classe '88 morto in circostanze ancora misteriose mentre si trovava al Cairo per una tesi sulla difficile situazione dei lavoratori in Egitto dopo la rivoluzione del 2011.

L'Egitto liberi Patrick

"Vogliamo mantenere alta l'attenzione su questo caso - ha spiegato il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè durante l'inaugurazione - Il viso di Patrick rimarrà esposto sulla facciata del Comune fino a quando l'Egitto non deciderà di liberarlo. È evidente che da qualche tempo a questa parte in quel paese un tempo a noi molto vicino ci sono seri problemi di violazione dei diritti civili".

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