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Sanatoria stranieri: "Persone in attesa da luglio 2020, così molti tornano al lavoro nero"

Lunedì 1 marzo, in piazza Duomo a Milano, la manifestazione della rete "Non possiamo più aspettare"

Chiedono di accelerare le pratiche per le sanatorie promesse dal Governo agli stranieri nel 2020, ma che giacciono inevase sulle scrivanie della Prefettura a causa della lentezza della burocrazia e delle restrizioni causate dal Covid. Per questo decine di manifestanti sono scesi in strada lunedì uno marzo protestando in piazza Duomo sotto lo slogan "Non possiamo più aspettare": sigla che riunisce le realtà dell'associazionismo legato ai richiedenti asilo e ai migranti.

"Questa sanatoria doveva regolarizzare migliaia di lavoratori in Italia - spiega Edda Pando, attivista della rete - Invece la lentezza della burocrazia, esasperata dal Coronavirus, sta bloccando le richieste in Prefettura. Ce ne sono talmente tante che a questi ritmi, per evaderle tutte, servirebbero 25 anni. Il vero problema è che la richiesta di sanatoria prevedere che nell'attesa tu non possa fare altri lavori, e questo sta facendo sì che molti stranieri, per non restare senza soldi, senza cibo e senza casa, ritornino a lavorare in nero pur di guadagnare qualcosa. È il risultato esattamente opposto che si voleva ottenere con la sanatoria".

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