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Molotov e bombe carta: il video racconto degli scontri a Milano contro il Dpcm anti Covid

Danni e lanci di bottiglie contro la Polizia nella notte di lunedì 26 ottobre. Tra le 28 le persone denunciate c'erano neo fascisti, ultras e anarchici

 

Un corteo formato da neo fascisti, ultras e anarchici armati di moltov e bombe carta, e con l'intenzione esplicita di fare danni e scontrarsi con la Polizia. È questo il mix esplosivo che nella notte di lunedì 26 ottobre ha letteralmente incendiato il centro di Milano, scatenando anche nel capoluogo lombardo i disordini già visti a Napoli e Roma.

La manifestazione è partita alle 20.30 circa da piazzale Loreto, percorrendo tutto corso Buenos Aires con lanci di bottiglie incendiarie e slogan contro il premier Giuseppe Conte, nel mirino dei dimostranti per il nuovo Dpcm anti Covid emanato domenica 25 ottobre a causa del fortissimo aumento dei contagi. Dopo aver danneggiato motorini e monopattini parcheggiati lungo il corso, il corteo si è diretto verso il palazzo della Regione Lomnbardia, passando per piazza della Repubblica sotto lo sguardo delle forze dell'ordine, anch'esse prese di mira con lanci di oggetti e bottiglie verso le volanti. Stessa sorte per alcuni tram che transitavano per il centro e che sono rimasti bloccati dal flusso di manifestanti furiosi per la chiusura dei locali imposta dalla pandemia.

Ed è proprio davanti a Palazzo Lombardia, lungo viale Melchiorre Gioia, che neo fascisti, anarchici e ultras sono stati respinti dalla Polizia in assetto anti sommossa, che a suon di lacrimogeni li ha respinti fino alla Stazione Centrale. Qui i manifestanti si sono dispersi per le vie laterali, mentre gli agenti della Questura e i Carabinieri iniziavano ad effettuare i primi fermi. Due in particolare le persone condotte in caserma, ma in totale le persone denunciate alla fine delle violenze sono state 28, delle quali 13 minorenni.

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