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Giambellino, polizia e Aler sgomberano una casa: gli abitanti la rioccupano subito | VIDEO

 

Uno sgombero, non senza qualche momento di tensione. Una rioccupazione, che sa di sfida e di voglia - da parte del comitato - di non arrendersi. 

È stata una giornata movimentata quella di mercoledì al Giambellino, quartiere pronto per la riqualificazione voluta dalla giunta Sala, che - anche se non direttamente - ha dichiarato guerra aperta agli occupanti abusivi

L’ennesima puntata della sfida tra il sindaco e i comitati che si oppongono al progetto è andata in scena mercoledì mattina, quando polizia e ispettori Aler si sono presentati al civico 138 per sgomberare Fabiola, una donna peruviana che da un anno e mezzo occupava l’appartamento.

La signora, secondo quanto appreso da MilanoToday, ha atteso quattro anni che le venisse assegnata una casa popolare e, quando non è riuscita più a pagare l’affitto perché senza lavoro, ha deciso di occupare abusivamente. 

Così, alle undici di mercoledì, i poliziotti si sono presentati davanti alla sua porta e l’hanno sgomberata. Gli stessi agenti e i funzionari dell’Aler - secondo quanto denunciato dal comitato abitanti Giambellino - avrebbero rinfacciato alla donna di essere stata presente due sere prima alla parrocchia Ars durante la contestazione al sindaco Sala, arrivato al Giambellino proprio per presentare il progetto di riqualificazione. 

Quando lo sgombero sembrava ormai portato a termine - non senza un po’ di tensione tra forze dell’ordine e attivisti -, il comitato ha però reagito ed è riuscito a rioccupare la casa per - spiegano - permettere a Fabiola “di dormire al caldo, con un tetto sulla testa”. 

“Così l'autorganizzazione, la solidarietà e la riappropriazione - hanno commentato i ragazzi del comitato - diventano le armi di chi da anni resiste nelle periferie milanesi alle politiche abitative e ai piani speculativi. Aler, l' assessore alla casa Rabaiotti e il sindaco Sala - il loro j’accuse - pensano di gestire i quartieri popolari come se fossero un grande evento”. 

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