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L'orrore della Shoah: la memoria di Milano nei luoghi della deportazione

L'autrice Francesca Costantini ci accompagna in un percorso che racconta, attraverso fotografie e testimonianze, i posti ormai sconosciuti della città in cui i cittadini ebrei milanesi furono perseguiti e deportati dai nazi-fascisti

 

C'è la scuola di via Eupili, nata per dare un'istruzione a tutti quei bambini ebrei ai quali le leggi razziali avevano proibito di andare a lezione. Ci sono la mensa di via Guicciardini e l'ambulatorio medico di via Panfilo Castaldi, creati per gli ebrei sfollati che arrivavano dalla Germania e dall'Austria. E c'è infine il Binario 21, dove sorge il Memoriale della Shoah, l'olocausto degli Ebrei per mano dei nazi-fascisti durante la seconda guerra mondiale. Da lì, sui treni utilizzati per le merci e il bestiame, partirono i convogli diretti ai campi di concentramento e di sterminio: Auschwitz, Bergen Belsen, Mauthausen, Fossoli.

Sono i luoghi della memoria dimenticati di Milano, angoli della città ormai sconosciuti che durante la guerra furono teatro della persecuzione degli ebrei, iniziata nel 1938 con la promulgazione delle leggi razziali da parte di Benito Mussolini e terminata con la deportazione nei lager dai binari di uno scalo secondario della stazione Centrale.

Per riscoprire questi luoghi, in occasione della Giornata della Memoria, Milano Today ha intervistato la scrittrice Francesca Costantini, autrice del libro "I luoghi della memoria ebraica di Milano" (Mimesis, 2016), che attraverso le fotografie d'epoca raccolte dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) e le testimonianze dirette raccolte nel suo scritto, ci accompagna in questi angoli di Milano, così ricchi di storia e significato, eppure spesso dimenticati, nei quali molti nostri concittadini milanesi furono perseguitati e deportati perché ebrei.

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