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Video del tentato omicidio a Capodanno a Milano: ecco il momento in cui l'uomo spara

Le immagini sono state pubblicate dalla polizia che ha arrestato il responsabile

 

È stato arrestato per tentato omicidio e delle lesioni gravi e aggravate l'uomo che, pochi minuti dopo la mezzanotte di Capodanno in via Gigante a Milano, sparò contro due cittadini marocchini, riducendone uno in fin di vita. Si tratta di un albanese di 41 anni, pieno zeppo di precedenti penali.

I colpi di arma da fuoco avevano fatto stramazzare al suolo un 33enne e un 39enne. Le indagini erano state affidate agli agenti della Squadra Mobile diretti da Marco Calì, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano.

Tutto era accaduto 43 minuti dopo la mezzanotte, come riportato dall’azienda regionale di emergenza urgenza. Secondo una prima ricostruzione la sparatoria era avvenuta poco dopo una lite in strada tra l'albanese e le due vittime. Il primo si sarebbe allontanato dopo la discussione e sarebbe tornato impugnando una pistola calibro 7,65 ed esplodendo diversi colpi.

Un proiettile aveva raggiunto il cranio del 33enne mentre un altro si era conficcato nel ginocchio destro del più anziano dei due. Le loro condizioni sono subito apparse disperate, tanto che la centrale operativa del 118 aveva inviato sul posto due ambulanze e un’automedica in codice rosso. Il ferito più grave -tuttora in pericolo di vita - era stato trasportato al Policlinico dove continua a lottare tra la vita e la morte. Il secondo ferito era stato accompagnato in codice giallo al Niguarda.

Nel corso del sopralluogo sono stati rinvenuti diversi bossoli calibro 7.65. La visione di numerose telecamere della zona e la verbalizzazione di alcuni testimoni hanno consentito di identificare l'autore che si è reso irreperibile. È stato ricercato attivamente per oltre dieci giorni, fin quando, a seguito di numerosi appostamenti e pedinamenti nei confronti di sui amici e conoscenti è stato localizzato, anche con l'ausilio di attività tecnica, in un appartamento in via Grigna 20, dove si era rifugiato da una conoscente probabilmente per organizzare la fuga in Albania.

L'irruzione è avvenuta dopo aver cinturato l'intero edificio: il pregiudicato è stato arrestato in esecuzione al fermo emesso del pm, emesso dal sostituto procuratore Rosaria Stagnaro, sotto la direzione dal procuratore aggiunto Laura Pedio. Le due donne presenti all'interno dell'appartamento sono state denunciate per favoreggiamento personale.

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