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Strage di Gorla: quando le bombe americane uccisero 184 bambini in una scuola di Milano

Centinaia di abitanti del quartiere sono scesi in strada per ricordare le vittime del bombardamento avvenuto il 20 ottobre 1944 da parte di uno squadrone aereo americano

Centottantaquattro bambini e 25 tra insegnanti e personale scolastico. A tanto ammonta il bilancio delle vittime della Strage di Gorla, quando il 20 ottobre 1944 un bombardiere americano sganciò sul quartiere di Milano un carico di bombe che che colpì anche la scuola elementare "Francesco Crispi".

Un "fuoco amico" causato da un errore di comunicazione radio degli alleati anglo-americani durante la liberazione della città dall'occupazione nazi-fascista, ma che tuttoggi, a 77 anni di distanza, resta nella memoria degli abitanti. "Ricordiamo ancora tutto. Avevamo meno di sei anni e ci sembrava di sognare", spiegano Maria Luisa Rumi e Graziella Ghisalberti, due delle sopravvissute che mercoledì 20 ottobre, in piazza Dei piccoli martiri, hanno partecipato alla cerimonia in ricordo delle vittime. "Appena sentito l'allarme le maestre ci hanno fatto uscire - continuano le testimoni della strage - Ricordiamo i ragazzi che prima guardavano gli aerei in aria e un momento dopo scappavano dalle bombe. Noi correvamo con le cartelle in testa, nel tentativo di ripararci dalle esplosioni. Momenti che non scorderemo mai".

"Dopo il bombardamento sono rimasto sepolto sotto le macerie - ricorda invece Giancarlo Novara, anche lui superstite della scuola elementare - I Vigili del Fuoco mi hanno portato nel piazzale dove si radunavano i corpi delle vittime, pensando che fossi morto. Fortunatamente un prete che era passato a dare l'estrema unzione si è accorto che ero ancora vivo e così mi sono risvegliato in ospedale. Il peggio però è venuto dopo. Ancora oggi, se vado in cantina e si spegne la luce mi si rizzano i capelli in testa per la paura perché mi torna in mente il rifugio antiaereo".

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