Sabato, 18 Settembre 2021

Milano ricorda le cinque vittime della strage di via Palestro

L'esplosione del 27 luglio del 1993 uccise l'agente della polizia locale Alessandro Ferrari, i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno. Morì anche  Moussafir Driss, ragazzo marocchino che venne raggiunto da un pezzo di lamiera mentre dormiva su una panchina.

"Milano è una città innegabilmente ricca, appetibile, quindi bisogna avere gli anticorpi giusti contro la mafia". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando con la stampa a margine della commemorazione per il 26esimo anniversario della strage di via Palestro che il 27 luglio del 1993 uccise l'agente della polizia locale Alessandro Ferrari, i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno. Morì anche  Moussafir Driss, ragazzo marocchino che venne raggiunto da un pezzo di lamiera mentre dormiva su una panchina. Una strage che fino ad ora è rimasta senza un mandante. 

Nel discorso pronunciato durante la cerimonia in ricordo delle cinque vittime di via Palestro, Sala ha detto che "proprio qui e proprio allora cominciò quella reazione nazionale (contro la mafia, ndr) che uomini come Falcone e Borsellino avevano auspicato. Qui e allora cambiammo tutti passo, iniziò una nuova consapevolezza politica e culturale. Se oggi l'Italia e Milano hanno cambiato passo lo dobbiamo anche a questi morti. La mafia voleva prendersi Milano, chiudere la città nella paura: così non è stato e così non sarà. Oggi Milano attrae milioni di turisti, è libera e felice, pur cosciente dei propri limiti e delle cose da fare. Io farò sempre di tutto affinché mafia e terrore stiano lontani da qui".
 

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