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Covid, l'odissea del tampone per gli asintomatici: "Prenotare con ATS è un'impresa"

La denuncia di Andrea, milanese in isolamento che invano attende una chiamata per sapere se si è negativizzato

 

"L'impressione che si ha è quella di essere del tutto abbandonati a se stessi". Così Andrea, milanese asintomatico che ha contratto il Covid da un conoscente, riassume l'odissea che sta vivendo da settimane per poter effettuare il tampone di controllo che potrebbe "liberarlo" dalla quarantena. Una giungla burocratica che parte dai medici di base che non sanno dare istruzioni adeguate e finisce con un messaggio di errore durante la prenotazione del test sul portale dell'ATS.

"Dopo aver ricevuto l'esito del primo tampone mi avevano detto che avrei ricevuto una telefonata da parte dell'Azienda regionale per la Tutela della Salute. La telefonata, tuttavia, non è mai arrivata. È un fatto abbastanza inquientante se pensiamo che quella chiamata dovrebbe servire per tracciare e avvisare i contatti di chi risulta positivo", spiega Andrea, che per motivi di privacy ha chiesto di mantenere l'anonimato. 

"Non avendo alcuna risposta da parte di ATS ho quindi deciso di provare a registrarmi sul portale dedicato alle persone nella mia situazione (i positivi asintomatici, ndr) - continua a raccontare Andrea - Anche qui però le cose non sono andate bene. Al termine di una lunga pratica di registrazione, infatti, ho ricevuto una notifica che mi diceva che non ero abilitato per la prenotazione del tampone. Con grande difficoltà, alla fine, sono riuscito a recuperare un numero di telefono fisso (non indicato sul portale) sul quale ho potuto verificare il buon esito della procedura sul portale, e ora sembra che il test lo potrò fare. Certamente i numeri dell'emergenza Covid stanno creando numerose difficoltà al personale medico-ospedaliero, tuttavia penso che non sia giusto che le persone siano abbandonate in questo modo durante la quarantena".

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